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per avviare e gestire un'attività

Somministrazione in esercizi di intrattenimento e svago
bar, ristorante, alimenti, cibi, bibite, bevande, bere, mangiare, divertimento, svago

Descrizione

Gli esercizi di intrattenimento e svago sono caratterizzati dallo svolgimento congiunto di due attività:

  • un'attività principale ricreativa, cioè il trattenimento o lo spettacolo;
  • un'attività secondaria ed accessoria, cioè la somministrazione di alimenti e bevande.

Il maggior volume d’affari prodotto dall'intrattenimento e svago ne giustifica la prevalenza rispetto alla somministrazione.
Gli esercizi di intrattenimento e svago possono somministrare alimenti e bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nei limiti degli specifici requisiti igienico-sanitari (mentre per la vendita di articoli del settore non alimentare (ad esempio, articoli per la tavola) devono presentare la SCIA di vicinato).

 

Per avviare un eservizio di intrattenimento e svago, l'imprenditore deve attivare una procedura complessa presso lo sportello unico per le attività produttive e per le attività di servizi presso il Comune (SUAP):
Ultimo aggiornamento: Wed Jul 19 16:40:00 CEST 2017

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività sono necessarie due tipologie di requisiti:


a) REQUISITI SOGGETTIVI, che attengono all’impresa che gestisce l’attività (ditta individuale o società);

 

1. Iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;
2.1 Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);
2.2 Requisiti morali, previsti dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59: devono essere posseduti da tutti i soggetti indicati dall'art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159;

2.3) Requisiti morali previsti dagli artt. 11, 92 e 131 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. 773/31: devono essere posseduti dal titolare, dal legale rappresentante e da ogni altra persona specificatamente preposta all’attività;
3. Requisiti professionali: previsti dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. I requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare, ovvero, in caso di società, dal legale rappresentante o da altra persona specificatamente preposta all’attività commerciale.

Il possesso dei requisiti morali e professionali è richiesto per tutti i preposti, anche al di fuori della fattispecie di società.

Il preposto è un soggetto qualificato che deve essere nominato qualora l’attività commerciale non sia esercitata direttamente dal titolare o dal legale rappresentante.

Qualora il requisito professionale sia stato acquisito all’estero, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 9.11.07 n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE, le domande di riconoscimento dei titoli acquisiti da cittadini comunitari ed extracomunitari devono essere inviate, a cura degli interessati, al Ministero dello Sviluppo Economico.

4) Conduzione personale dell’attività: per gli esercizi di somministrazione vi è l’obbligo della conduzione personale dell’attività; qualora l’attività non sia esercitata direttamente dal titolare o dal legale rappresentante, essi possono ricorrere all’istituto della rappresentanza, ai sensi degli artt. 8 e 93 del T.U.L.P.S.

Il rappresentante T.U.L.P.S. è una specie di institore o procuratore, che agisce in nome e per conto del titolare o del legale rappresentante dell’impresa societaria, sostituendoli stabilmente.

L’art.12 del R.D. 635/40 non richiede espressamente una procura per la sua designazione e pertanto la nomina, purchè accettata espressamente, può essere fatta in forma libera, mediante una dichiarazione, in cui il titolare dichiara il nominativo della persona designata per la singola unità locale e la persona designata, a sua volta, dichiara di avere accettato la designazione.


b) REQUISITI OGGETTIVI, che riguardano invece i locali ove l’attività viene svolta.

Gli esercizi di intrattenimento e svago possono essere allocati in ogni zona urbanisticamente compatibile, nel rispetto del regolamento comunale.

I locali ad uso intrattenimento e spettacolo devono possedere la destinazione d’uso direzionale-ricreativa.

L’apertura dell’attività è subordinata alla disponibilità, da parte del titolare, dei locali nei quali intende esercitare l’attività; la disponibilità sussiste anche nel caso in cui i locali siano oggetto di costruzione o ristrutturazione.

L’esercizio dell’attività è subordinato all’osservanza della conformità dei locali rispetto alle norme edilizie, urbanistiche e igienico-sanitarie, nonché alle disposizioni relative alla prevenzione incendi e a quelle in materia di pubblica sicurezza dei locali.

Gli esercizi di cui parliamo, svolgendo anche la somministrazione, devono avere una caratteristica particolare, cioè essere sorvegliabili.

Per sorvegliabilità si intende si intende il rispetto delle caratteristiche costruttive previste dal Decreto ministeriale 17 dicembre 1992, n. 564 (Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilita' dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande), differenziate a seconda siano locali aperti al pubblico o riservati a una cerchia di persone.

Sorvegliabilità significa che tutti gli accessi o le uscite destinate al pubblico degli avventori devono (art. 1, comma 2°, DM 564/1992), permettere <<l’accesso diretto dalla strada, piazza o altro luogo pubblico e non possono essere utilizzati per l’accesso ad abitazioni private>>.
La “ratio” del DM 564/1992 sulla sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande è impedire o comunque a rendere difficoltosa la fuga dal locale di soggetti “malavitosi” e dall’altra favorire l’accesso nei locali dell’autorità di pubblica sicurezza, preposta all’intercettazione ed alla cattura dei soggetti suindicati.

Ultimo aggiornamento: Wed Jul 19 16:40:00 CEST 2017

Regime avvio

L'avvio dell'attività è soggetto a SCIA, allo sportello unico per le attività produttive in cui l'attività ha luogo.

Il regime per l'avvio dell'attività è previsto dallala SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 1 -ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE Attività n. 3 pag. 38-42 della tabella A allegata al D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

 

Prima di iniziare la compilazione consultare le schede descrittive delle attività di competenza del SUAP:

Ultimo aggiornamento: Wed Jul 19 16:40:00 CEST 2017

Guida

 Prima di avviare la compilazione consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: Wed Jul 19 16:40:00 CEST 2017

Controlli

Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:
1. il Comune: verifica la persistenza dei requisiti dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività.
2. le Aziende per l'assistenza sanitaria: per il commercio al dettaglio di generi alimentari i Dipartimenti di Prevenzione (D.I.P.) delle Aziende per l'assistenza sanitaria (Aas) - Servizi igiene alimenti e nutrizione e Servizi veterinari igiene alimenti di origine animale - ciascuno per le proprie competenze, effettuano periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, i controlli ufficiali, finalizzati a verificare se l’operatore del settore alimentare ha applicato correttamente le disposizioni regolamentari, con speciale riferimento al piano di autocontrollo, ove previsto.

La notifica di nuova impresa alimentare (NIA) o la variazione di impresa alimentare esistente va pertanto conservata presso l’impresa ed esibita in occasione dei controlli ufficiali.

3) ARPA controlla il rispetto dei limiti acustici.

Ultimo aggiornamento: Wed Jul 19 16:40:00 CEST 2017

Normativa

  • L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 Normativa organica in materia di attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande. Modifica alla legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 <<Disciplina organica del turismo>>;
  • D.P.Reg. 23 marzo 2007, n. 069/Pres. Regolamento di esecuzione degli articoli 12, comma 3, e 15, comma 3, della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 29, in materia di urbanistica commerciale e programmazione per le medie e grandi strutture di vendita;
  • Decreto ministeriale 17 dicembre 1992, n. 564 (Regolamento concernente i criteri di sorvegliabilita' dei locali adibiti a pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande);
  • R.D. 6 giugno 1931, n. 773 Testo unico delle leggi di P.S. (T.U.L.P.S.);
  • D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159 Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
  • D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia;
Ultimo aggiornamento: Wed Jul 19 16:40:00 CEST 2017