Tintolavanderia
lavanderia, tintoria, stireria, pulitura, ATECO 96.01.20
L'attività di tintolavanderia comprende i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e a umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l'abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, a uso industriale e commerciale, nonchè a uso sanitario, di tappeti, tappezzeria e rivestimenti per arredamento, nonchè di oggetti d'uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra.
Gli operatori di tintolavanderia possono effettuare attività di vendita ai propri clienti:
1) le imprese artigiane non sono tenute a presentare la SCIA di vicinato per la fornitura al committente dei beni accessori alla prestazione dei servizi, ad es., smacchiatori, spazzole, leva-pelucchi, etc.;
2) le imprese non artigiane iscritte al Registro Imprese sono invece soggette alla SCIA di vicinato.
Per l’avvio dell’attività sono necessari:
a) REQUISITI SOGGETTIVI:
1) Iscrizione A.I.A. per le imprese artigiane, iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;
2) Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159;
3) Requisiti professionali per l'esercizio dell'attività di tintolavanderia: per ogni sede o unità locale dell'impresa in cui viene esercitata l'attività di tintolavanderia è designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente o addetto dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso della idoneità professionale, il quale svolge prevalentemente e professionalmente la propria attività nella sede indicata.
L'idoneità professionale è comprovata dalla presenza di almeno uno dei requisiti previsti dall'art. 2, comma 2, della Legge 22 febbraio 2006, n. 84, come previsto dall'art. 7 del D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres.
Non costituiscono titolo valido per l'esercizio dell'attività professionale gli attestati rilasciati a seguito della frequenza di corsi professionali che non sono stati autorizzati o riconosciuti dagli organi pubblici competenti.
La lavanderia self-service a gettone è ricondotta alla tintolavanderia, ma non necessita del responsabile tecnico, perchè il consumatore utilizza autonomamente i macchinari a disposizione previo acquisto di appositi gettoni (è un noleggio di macchinari per il lavaggio di indumenti in genere)
b) REQUISITI OGGETTIVI:
L'attività di tintolavanderia deve essere in possesso dell'autorizzazione per le emissioni in atmosfera.
Le lavanderie a secco rientrano nella Parte II - Industrie di seconda classe - lettera C) Attività industriali punto 9) Lavanderie a secco - dell'elenco delle industrie insalubri approvato con Decreto del Ministero della Sanità 05 settembre 1994.
Non e' ammesso lo svolgimento dell’attività di tintolavanderia in forma ambulante o di posteggio.
L'esercizio dell'attività è subordinato alla presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) con le modalità indicate all'art. 24 della L.R. 22 aprile 2002, n. 12.
Il regime per l'avvio dell'attività è previsto dalla SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 12 -TINTOLAVANDERIE -della tabella A allegata al D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222.
L'attività può essere collegata ad altre attività di competenza del SUAP:
Prima di avviare la compilazione consultare la Guida alla compilazione telematica.
Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:
- la Polizia locale verifica la persistenza dei requisiti edilizio-urbanistici ed ambientali dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività;
- l'Azienda sanitaria verifica il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed ambientali.
- L.R. 22 aprile 2002, n. 12 Disciplina organica dell'artigianato
- D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12
- Legge 22 febbraio 2006, n. 84 Disciplina dell'attivita' professionale di tintolavanderia
- D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159 Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136
- D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia
- Regolamento comunale, che prevede:
a) le superfici minime dei locali
b) i requisiti di sicurezza e igienico-sanitari dei locali nei quali viene svolta l'attività, delle apparecchiature, degli impianti e dei mezzi di trasporto delle imprese che effettuano la raccolta e la riconsegna di abiti e di indumenti, di tessuti e simili, mediante recapiti fissi o servizi a domicilio in forma itinerante
c) la disciplina degli orari
d) l'obbligo e le modalità di esposizione delle tariffe professionali - Pareri ministeriali