collegamento al portale della Regione Friuli Venezia Giulia
La mia anagrafica

Anagrafica

Gestione dati Suap

Gestione dati suap

Le mie domande
Area operatori
Riferimenti SUAP
Domande inoltrate: elenco

per avviare e gestire un'attività

Tintolavanderia

Descrizione

L'attività di tintolavanderia comprende i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e a umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l'abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, a uso industriale e commerciale, nonchè a uso sanitario, di tappeti, tappezzeria e rivestimenti per arredamento, nonchè di oggetti d'uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra.
I servizi di raccolta e di recapito dei capi, se svolti in sede fissa da imprese qualificate ai sensi dell'articolo 40 bis, comma 2, della L.R. 12/02 sono gestiti dal titolare, da un socio partecipante al lavoro, da un collaboratore familiare, da un dipendente o da un addetto delle medesime imprese, oppure, qualora siano svolti in forma itinerante, sono affidati ad altra impresa, anche di trasporto, in base a contratto di appalto.
Presso tutte le sedi, le unità locali e i recapiti ove si effettua la raccolta o la riconsegna di abiti e di indumenti, di tessuti e simili, è apposto un cartello indicante la sede dell'impresa ove è effettuata, in tutto o in parte, la lavorazione. Nel caso di attività svolte in forma itinerante, l'indicazione della sede dell'impresa ove è effettuata, in tutto o in parte, la lavorazione e' riportata sui documenti fiscali.

L’esercizio delle attività di lavanderie self service a gettone (noleggio di macchinari per il lavaggio di indumenti in genere) è stato ricondotto alla disciplina della tintolavanderia di cui all’articolo 40 bis della legge regionale 12/2002, pur trattandosi di attività di servizi che non implica l’intervento diretto di un operatore e, di conseguenza non necessita della previa individuazione del responsabile tecnico ai sensi dell’articolo 40 ter, commi 2 (imprese artigiane) e 7 (impresa non artigiana).

Mentre l'attività di tintolavanderia si caratterizza per lo svolgimento di una prestazione di servizi (pulizia e stiro) dietro corrispettivo, nella lavanderia self-service il consumatore effettua da se' tali operazioni, utilizzando, utilizzando, previo acquisto di appositi gettoni, i macchinari a disposizione.

Non e' ammesso lo svolgimento dell’attività di tintolavanderia in forma ambulante o di posteggio.

 

 

Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017

Vendita

Gli operatori di tintolavanderia possono anche effettuare attività di vendita ai propri clienti, come segue:

1) per la fornitura al committente dei beni accessori alla prestazione dei servizi, le imprese artigiane di tintolavanderia non sono soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29. Ciò significa che il titolare non deve inoltrare una SCIA di vicinato per vendere, ad es., smacchiatori, spazzole, leva-pelucchi, etc.;

2) le imprese non artigiane iscritte al Registro Imprese sono invece soggette alla normativa commerciale del vicinato, per poter vendere ai propri clienti i prodotti di completamento del trattamento svolto.

Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività di tintolavanderia e di lavanderia self service sono necessarie due tipologie di requisiti:

a) REQUISITI SOGGETTIVI, che attengono all’impresa che gestisce l’attività (ditta individuale o società):


1) Iscrizione A.I.A. per le imprese artigiane, iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;

2) Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);

3) Requisiti professionali:

solo per l'esercizio dell'attività di tintolavanderia le imprese designano un responsabile tecnico in possesso dell'idoneità professionale. Non costituiscono titolo valido per l'esercizio dell'attività professionale gli attestati rilasciati a seguito della frequenza di corsi professionali che non sono stati autorizzati o riconosciuti dagli organi pubblici competenti.
Per ogni sede o unità locale dell'impresa in cui viene esercitata l'attività di tintolavanderia è designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente o addetto dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso della idoneità professionale, il quale svolge prevalentemente e professionalmente la propria attività nella sede indicata.

L'idoneità professionale è comprovata dalla presenza di almeno uno dei requisiti previsti dall'art. 2, comma 2, della Legge 22 febbraio 2006, n. 84, come previsto dall'art. 7 del D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres.

Come stabilito dal Decreto del Presidente della Regione 22 dicembre 2016, n. 0251/Pres. la nomina deve avvenire entro il 31 dicembre 2017.

b) REQUISITI OGGETTIVI, che riguardano invece i locali ove l’attività viene svolta.


Requisiti dei locali: come previsti dal regolamento comunale; trattandosi di attività di prestazione di servizi alla persona pertinenti a iniziative imprenditoriali definite artigianali dalla legislazione di settore, devono essere svolte in locali aventi destinazione d’uso artigianale; ciò a prescindere dal fatto che l’impresa titolare dell’attività sia iscritta, o meno, all’Albo imprese artigiane.

In caso di coesistenza di più attività in uno stesso locale, è l’attività “prevalente” che condiziona la destinazione d’uso dell’immobile. La prevalenza è determinata dal maggior volume d'affari prodotto dall'attività principale. Ad esempio, in caso di coesistenza di attività artigianale prevalente di tintolavanderia e di attività commerciale secondaria di commercio al dettaglio, la destinazione d’uso del locale rimarrà artigianale.

Le attività di tintolavanderia possono essere esercitate congiuntamente ad altre attività estranee al settore artigiano (cioè in forma promiscua) come, ad esempio, attività di sartoria, oppure attività di commercio al dettaglio. Ciò è possibile purché nel rispetto del regolamento comunale e delle Leggi e regolamenti disciplinanti le attività estranee al settore artigiano.
Le unità funzionali (cioè i locali dedicati) in cui avvengono le prestazioni artigiane devono possedere le caratteristiche previste dal regolamento comunale, mentre le unità funzionali relative alle attività estranee al settore artigiano devono possedere le caratteristiche previste dalle Leggi di settore che le disciplinano (se esistenti).
Le unità funzionali possono essere collegate tra loro da locali generali comuni, quali sala d’attesa e/o reception.

Un requisito specifico per l'esercizio dell'attività di tintolavanderia in se' è il possesso dell'autorizzazione per le emissioni in atmosfera, la competenza al rilascio della quale è della Regione competente per territorio; la domanda deve essere inoltrata attraverso il SUAP, in modalità unicamente telematica.

Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017

Regime avvio

Prima di iniziare la compilazione consultare:

  1. le informazioni generali relative al regime per l'avvio dell'attività
  2. la SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 12 -TINTOLAVANDERIE pag. 72-73 -della tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

 

tabella A - legenda:

 
L'esercizio dell'attività è subordinato alla presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) con le modalità indicate all'art. 24 della L.R. 22 aprile 2002, n. 12.
 

Nel caso di subingresso, cioè di trasferimento dell'azienda in gestione o in proprieta', per atto tra vivi o per causa di morte, il subentrante presenta la SCIA al registro delle imprese mediante la comunicazione unica, entro trenta giorni dalla data di trasferimento dell'azienda ovvero, nel caso di subentro per causa di morte, dalla data di acquisizione del titolo, pena la decadenza dal diritto di esercitare l'attivita' del dante causa, salvo proroga in caso di comprovata necessita'.

Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017

Guida

Prima di avviare l'attività può essere utile consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017

Controlli

Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:

  1. la Polizia locale  verifica la persistenza dei requisiti edilizio-urbanistici ed ambientali dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività;
  2. l'Azienda per l'assistenza sanitaria (Aas) verifica il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed ambientali.
Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017

Normativa

  • L.R. 22 aprile 2002, n. 12 Disciplina organica dell'artigianato;
  • D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12;
  • Legge 22 febbraio 2006, n. 84 Disciplina dell'attivita' professionale di tintolavanderia.;
  • D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159 Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
  • D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia.
  • Regolamento comunale, che prevede:
    a) le superfici minime dei locali;
    b) i requisiti di sicurezza e igienico-sanitari dei locali nei quali viene svolta l'attività, delle apparecchiature, degli impianti e dei mezzi di trasporto delle imprese che effettuano la raccolta e la riconsegna di abiti e di indumenti, di tessuti e simili, mediante recapiti fissi o servizi a domicilio in forma itinerante;
    c) la disciplina degli orari;
    d) l'obbligo e le modalità di esposizione delle tariffe professionali;
  •  Pareri ministeriali.
Ultimo aggiornamento: Wed Jan 25 16:40:00 CET 2017