collegamento al portale della Regione Friuli Venezia Giulia
La mia anagrafica

Anagrafica

Gestione dati Suap

Gestione dati suap

Le mie domande
Area operatori
Riferimenti SUAP
Domande inoltrate: elenco

per avviare e gestire un'attività

Acconciatore
barbiere, parrucchiere per uomo, parrucchiere per donna, parrucchiere misto, pettinatrice, coiffeur, salone, affitto di poltrona o di cabina, coworking

Descrizione

L'attività di acconciatore comprende tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l'aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonchè il taglio e il trattamento estetico della barba e ogni altro servizio inerente o complementare.
L'attività di acconciatore può essere esercitata sia su persone di sesso maschile, sia su persone di sesso femminile.
Rientra nell’attività di acconciatore la mera esecuzione di treccine, ancorchè non preceduta da alcun trattamento del capello.
Il termine “acconciatore” comprende le locuzioni “barbiere”, “parrucchiere per uomo”,  “parrucchiere per donna”, “parrucchiere misto”, utilizzate dal legislatore fino al 2011.

 

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Vendita

Gli acconciatori possono effettuare attività di vendita ai propri clienti:

1) le imprese artigiane vendono liberamente alla propria clientela, al solo fine della continuita' dei trattamenti in corso, prodotti cosmetici strettamente inerenti lo svolgimento delle attivita' medesime;
2)  tutte le imprese, artigiane e non artigiane, vendono liberamente prodotti connessi alla loro attività (art. 4, comma 1 lettera m) della L.R. 29/2005);
3) la vendita di prodotti diversi, ad esempio, la vendita di accessori di abbigliamento, o di integratori alimentari,  è soggetta, per tutte le imprese, artigiane e non artigiane, alla L.R. 29/05; in questo caso l'attività di vendita (di vicinato) può essere svolta solo a condizione di rispettare la normativa del commercio.
La superficie destinata alle attività di vendita non deve incidere sulle superfici minime previste, per l’esercizio delle singole attività, dal regolamento comunale.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Affitto di poltrona

Un'interessante modalità di esercizio dell'attività di acconciatore è data dall'affitto di poltrona.
L"affitto di poltrona" è possibile tra imprese, mediante uno specifico contratto in base al quale un titolare di salone di acconciatura concede in uso una parte dell’immobile e delle attrezzature, dietro pagamento di un determinato corrispettivo.
Il titolare dell’impresa di acconciatura può consentire l’utilizzo dei propri spazi (mediante tutte le forme contrattuali consentite dalla legislazione) ad acconciatori, con la sola condizione che questi siano in possesso dei prescritti titoli abilitativi e nel rispetto delle ulteriori disposizioni previste dalla legislazione nazionale e dalla legislazione regionale in materia contrattuale, gius-lavoristica, contabile, fiscale e igienico-sanitaria.
Per ragioni igienico-sanitarie, nonché al fine della corretta attribuzione di responsabilità, potrebbe essere evitato l’uso promiscuo dei medesimi strumenti utilizzati dal concedente da parte dell’affittuario di poltrona; l'opportunità di una netta distinzione degli strumenti e delle attrezzature in uso ai soggetti, concedente ed affittuario, coinvolti nell'affitto di poltrona, è confermata nel Parere MISE del 9 giugno 2015, Prot. 86335.

 

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività di acconciatore sono necessari:

a) REQUISITI SOGGETTIVI:


1) Iscrizione A.I.A. per le imprese artigiane, iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;

2) Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);

3) Requisiti professionali: per ogni sede o unita' locale dell'impresa in cui viene esercitata l'attivita' di acconciatore e' designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso della qualificazione professionale il quale garantisce la propria presenza durante lo svolgimento delle attivita' medesime.
I soci, i collaboratori familiari e i dipendenti che esercitano professionalmente le attivita' di acconciatore devono essere in possesso della relativa qualifica professionale.
La “qualifica”, a differenza della “qualificazione”, non da’ diritto a svolgere attività di acconciatore in forma imprenditoriale ne' a svolgere l’incarico di responsabile tecnico, bensì solo di svolgere attività di acconciatore in forma di lavoro subordinato.

la qualificazione si consegue seguendo i percorsi indicati all'art. 4 del D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12.
Le imprese che intendono svolgere l'attivita' in forma non artigiana indicano nella SCIA il soggetto in possesso della qualificazione professionale.
Qualora il requisito professionale sia stato acquisito all’estero, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs.  9 novembre 2007 n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE, le domande di riconoscimento dei titoli acquisiti da cittadini comunitari ed extracomunitari devono essere inviate, a cura degli interessati, al Ministero dello Sviluppo Economico.

 

b) REQUISITI OGGETTIVI:

Non e' ammesso lo svolgimento delle attività di acconciatore in forma ambulante o di posteggio.

I locali devono avere destinazione d’uso artigianale.

Sono previste superfici minime fissate dai Regolamenti comunali.

Le attivita' di acconciatore possono essere esercitate presso il domicilio dell'esercente qualora i locali abbiano i requisiti previsti dal regolamento comunale.

E' fatta salva la possibilita' di esercitare le attivita' di acconciatore presso la sede designata dal cliente in caso di malattia o altro impedimento fisico del cliente stesso ovvero a favore di persone impegnate nello sport, nella moda o nello spettacolo o per particolari eventi ovvero nei luoghi di cura o di riabilitazione, di detenzione, nelle caserme o in altri luoghi per i quali siano stipulate convenzioni con pubbliche amministrazioni.

 

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Regime avvio

L'esercizio dell'attività è subordinato alla presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) con le modalità indicate all'art. 24 della L.R. 22 aprile 2002, n. 12.

Il regime per l'avvio dell'attività è previsto dalla SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 10 -ACCONCIATORI ED ESTETISTI -della tabella A allegata al D. LGS. 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

 

L'attività può essere collegata ad altre attività di competenza del SUAP:

 
Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Guida

Prima di avviare la compilazione consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Controlli

I controlli sono svolti dall'Azienda per l'assistenza sanitaria competente per territorio; il Protocollo operativo regionale di controllo per le pratiche estetiche definisce in maniera trasparente le metodologie di controllo applicate dalle Aziende in base all'entità del rischio per la salute.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Normativa

  • L.R. 22 aprile 2002, n. 12 Disciplina organica dell'artigianato;
  • D.P.Reg. 20 dicembre 2002 n. 0400/Pres. Regolamento di esecuzione di cui agli articoli 9, 11, 14, 15, 23 e 40 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12 recante «Disciplina organica dell’artigianato»;
  • D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12;
  • D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
  • D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia;
  • Regolamento comunale, che definisce:
  1. le superfici minime dei locali;
  2. i requisiti di sicurezza e igienico - sanitari dei locali nei quali viene svolta l'attivita', delle attrezzature e degli apparecchi elettromeccanici;
  3. la disciplina degli orari; l'esercizio dell'attivita' di acconciatore non e' subordinato al rispetto dell'obbligo di chiusura infrasettimanale;
  4. l'obbligo e le modalita' di esposizione delle tariffe professionali.
  • Pareri del Ministero dello Sviluppo economico.
Ultimo aggiornamento: 04/04/2019