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Acconciatore
barbiere, parrucchiere per uomo, parrucchiere per donna, parrucchiere misto, pettinatrice, coiffeur, salone, affitto di poltrona o di cabina, coworking

Descrizione

L'attività di acconciatore comprende tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere l'aspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonchè il taglio e il trattamento estetico della barba e ogni altro servizio inerente o complementare.
L'attività di acconciatore può essere esercitata sia su persone di sesso maschile, sia su persone di sesso femminile.
Rientra nell’attività di acconciatore la mera esecuzione di treccine, ancorchè non preceduta da alcun trattamento del capello.
Il termine “acconciatore” comprende le locuzioni “barbiere”, “parrucchiere per uomo”,  “parrucchiere per donna”, “parrucchiere misto”, utilizzate dal legislatore precedentemente alla L.R. 17 giugno 2011, n. 7.

Gli acconciatori nell'esercizio della propria attività possono avvalersi direttamente di collaboratori familiari e di personale dipendente per l'esclusivo svolgimento di prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico - limitatamente al taglio, limatura e laccatura delle unghie- tradizionalmente complementari all'attività principale; la realizzazione del make-up o maquillage o trucco non rientra tra le attività di acconciatore, bensì tra le attività di estetista.

Non e' ammesso lo svolgimento delle attività di acconciatore in forma ambulante o di posteggio.

 

Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Vendita

Gli acconciatori possono anche effettuare attività di vendita ai propri clienti, come segue.

1) le imprese artigiane, che vendono o comunque cedono alla propria clientela, al solo fine della continuita' dei trattamenti in corso, prodotti cosmetici strettamente inerenti lo svolgimento delle attivita' medesime, non sono soggette alla disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 (art. 32 della L.R. 12/02); in sostanza, questa attività complementare è libera;
2) la disciplina del commercio di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 non si applica a tutte le imprese, anche non artigiane, per la vendita di prodotti connessi alla loro attività (art. 4, comma 1 lettera m) della L.R.29/2005); in sostanza, anche questa attività complementare è libera;
3) la vendita al dettaglio di altri prodotti, che non siano di mero completamento del trattamento effettuato, come ad esempio, la vendita di accessori di abbigliamento, o di integratori alimentari,  è soggetta, per tutte le imprese, artigiane e non artigiane, alla L.R. 29/05; in questo caso l'attività di vendita (di vicinato) può essere svolta solo a condizione di rispettare la normativa del commercio.
La superficie destinata alle attività di vendita non deve incidere sulle superfici minime previste, per l’esercizio delle singole attività, dal regolamento comunale.

Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Affitto di poltrona

Un'interessante modalità di esercizio dell'attività di acconciatore è data dall'affitto di poltrona.
In base alla normativa nazionale l’ipotesi di "affitto di poltrona" è possibile tra imprese, mediante uno specifico contratto in base al quale un titolare di salone di acconciatura concede in uso una parte dell’immobile e delle attrezzature, dietro pagamento di un determinato corrispettivo.
L’esercente dell’attività di impresa di acconciatura può consentire l’utilizzo dei propri spazi (mediante tutte le forme contrattuali consentite dalla legislazione) ad acconciatori, con la sola condizione che questi siano in possesso dei prescritti titoli abilitativi e nel rispetto delle ulteriori disposizioni previste dalla legislazione nazionale e dalla legislazione regionale in materia contrattuale, gius-lavoristica, contabile, fiscale e igienico-sanitaria.
Per ragioni igienico-sanitarie, nonché al fine della corretta attribuzione di responsabilità, potrebbe essere evitato l’uso promiscuo dei medesimi strumenti utilizzati dal concedente da parte dell’affittuario di poltrona; l'opportunità di una netta distinzione degli strumenti e delle attrezzature in uso ai soggetti, concedente ed affittuario, coinvolti nell'affitto di poltrona, è confermata nel Parere MISE del 9 giugno 2015, Prot. 86335.

 

Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività di acconciatore sono necessarie due tipologie di requisiti: 

a) REQUISITI SOGGETTIVI, che attengono all’impresa che gestisce l’attività (ditta individuale o società);


1) Iscrizione A.I.A. per le imprese artigiane, iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;

2) Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);

3) Requisiti professionali: per ogni sede o unita' locale dell'impresa in cui viene esercitata l'attivita' di acconciatore e' designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso della qualificazione professionale il quale garantisce la propria presenza durante lo svolgimento delle attivita' medesime.
I soci, i collaboratori familiari e i dipendenti che esercitano professionalmente le attivita' di acconciatore devono essere in possesso della relativa qualifica professionale.
La “qualifica”, a differenza della “qualificazione”, non da’ diritto a svolgere attività di acconciatore in forma imprenditoriale ne' a svolgere l’incarico di responsabile tecnico, bensì solo di svolgere attività di acconciatore in forma di lavoro subordinato.

la qualificazione si consegue seguendo i percorsi indicati all'art. 4 del D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12.
Le imprese che intendono svolgere l'attivita' in forma non artigiana indicano nella SCIA il soggetto in possesso della qualificazione professionale.
Qualora il requisito professionale sia stato acquisito all’estero, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs.  9 novembre 2007 n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE, le domande di riconoscimento dei titoli acquisiti da cittadini comunitari ed extracomunitari devono essere inviate, a cura degli interessati, al Ministero dello Sviluppo Economico.

 

b) REQUISITI OGGETTIVI, che riguardano invece i locali ove l’attività viene svolta.
Requisiti dei locali: come previsti dal regolamento comunale; trattandosi di attività di prestazione di servizi alla persona pertinenti a iniziative imprenditoriali definite artigianali dalla legislazione di settore, devono essere svolte in locali aventi destinazione d’uso artigianale; ciò a prescindere dal fatto che l’impresa titolare dell’attività sia iscritta, o meno, all’Albo imprese artigiane.

Naturalmente, in caso di coesistenza di più attività in uno stesso locale, è l’attività “prevalente” che condiziona la destinazione d’uso dell’immobile. Ad esempio, in caso di coesistenza di attività artigianale prevalente di acconciatore e di attività commerciale secondaria di commercio al dettaglio, la destinazione d’uso del locale rimarrà artigianale.
Le attivita' di acconciatore possono essere esercitate presso il domicilio dell'esercente qualora i locali abbiano i requisiti previsti dal regolamento comunale.
E' fatta salva la possibilita' di esercitare le attivita' di acconciatore presso la sede designata dal cliente in caso di malattia o altro impedimento fisico del cliente stesso ovvero a favore di persone impegnate nello sport, nella moda o nello spettacolo o per particolari eventi ovvero nei luoghi di cura o di riabilitazione, di detenzione, nelle caserme o in altri luoghi per i quali siano stipulate convenzioni con pubbliche amministrazioni.

L'attivita' di acconciatore puo' essere svolta anche unitamente all'attivita' di estetista, tatuaggio e piercing (cioè in forma mista), in forma di imprese esercitate nella medesima sede avente i requisiti previsti dal regolamento comunale.
Nel caso in cui l'attivita' mista sia esercitata da impresa artigiana individuale, il titolare che esercita professionalmente le distinte attivita' deve essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l'esercizio delle attivita' medesime. Qualora l'attivita' mista sia svolta in una delle forme societarie previste dall'articolo 10 della L.R. 12/02, i singoli soci partecipanti che esercitano le distinte attivita', devono essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l'esercizio delle rispettive attivita'.

Le attività di acconciatore possono essere esercitate congiuntamente ad altre attività estranee al settore artigiano (cioè in forma promiscua) come, ad esempio, attività di commercio al dettaglio, oppure somministrazione di alimenti e bevande, o anche applicazione di unghie artificiali, o massaggi non aventi finalità estetica o terapeutica.
Ciò è possibile purché nel rispetto del regolamento comunale e delle Leggi e regolamenti disciplinanti le attività estranee al settore artigiano.
Le unità funzionali (cioè i locali dedicati) in cui avvengono le prestazioni artigiane devono possedere le caratteristiche previste dal regolamento comunale, mentre le unità funzionali relative alle attività estranee al settore artigiano devono possedere le caratteristiche previste dalle Leggi di settore che le disciplinano (leggi del commercio, leggi della somministrazione e così via).
Le unità funzionali possono essere collegate tra loro da locali generali comuni, quali sala d’attesa e/o reception.

 

 

Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Regime avvio

Prima di iniziare la compilazione consultare:

  1. le informazioni generali relative al regime per l'avvio dell'attività
  2. la SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 10 -ACCONCIATORI ED ESTETISTI pag. 69-70 -della tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

 

tabella A - legenda:

 
L'esercizio dell'attività è subordinato alla presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) con le modalità indicate all'art. 24 della L.R. 22 aprile 2002, n. 12.
Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Guida

Prima di avviare l'attività può essere utile consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Controlli

I controlli sono svolti dalla Polizia locale e dall'Azienda per l'assistenza sanitaria.

Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017

Normativa

  • L.R. 22 aprile 2002, n. 12 Disciplina organica dell'artigianato;
  • D.P.Reg. 20 dicembre 2002 n. 0400/Pres. Regolamento di esecuzione di cui agli articoli 9, 11, 14, 15, 23 e 40 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12 recante «Disciplina organica dell’artigianato»;
  • D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12;
  • D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
  • D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia;
  • Regolamento comunale, che definisce:
  1. le superfici minime dei locali;
  2. i requisiti di sicurezza e igienico - sanitari dei locali nei quali viene svolta l'attivita', delle attrezzature e degli apparecchi elettromeccanici;
  3. la disciplina degli orari; l'esercizio dell'attivita' di acconciatore non e' subordinato al rispetto dell'obbligo di chiusura infrasettimanale;
  4. l'obbligo e le modalita' di esposizione delle tariffe professionali.
  • Pareri del Ministero dello Sviluppo economico.
Ultimo aggiornamento: Wed May 31 16:40:00 CEST 2017