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Apparecchi automatici
distributori automatici, alimenti, bevande, gadget, palline, giocattoli, vending machine

Descrizione

Le cosiddette “forme speciali di vendita” si caratterizzano perché il commercio al dettaglio viene attuato senza utilizzare un negozio in senso stretto.

La vendita a mezzo di apparecchi automatici è un esempio di forma speciale di vendita, non effettuata direttamente dall’esercente all’interno dell’esercizio di vendita o nelle sue immediate adiacenze.

Tale forma di vendita è normalmente appannaggio di poche imprese, che distribuiscono apparecchi automatici nei luoghi più svariati.

Solo la prima installazione in un Comune è soggetta a SCIA, mentre per le installazioni successive o le rimozioni è sufficiente una comunicazione integrativa cumulativa, da presentare entro il 31 gennaio di ogni anno.
La vendita al dettaglio mediante apparecchi automatici in apposito locale a essa adibito in modo esclusivo è considerata come apertura di un esercizio di vendita di vicinato.
La vendita al dettaglio a mezzo di apparecchi automatici esercitata dalle farmacie deve riguardare esclusivamente i generi speciali compresi nella specifica tabella di cui all’allegato A della L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 , con esclusione dei medicinali, e deve essere effettuata esclusivamente all’interno della farmacia o nelle sue immediate adiacenze.

La vendita mediante distributori automatici può riguardare anche articoli non alimentari. L’installazione dei distributori automatici su area pubblica è soggetta all’osservanza delle norme sull’occupazione di suolo pubblico.

 

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività sono necessarie due tipologie di requisiti:


a) REQUISITI SOGGETTIVI, che attengono all’impresa che gestisce l’attività (ditta individuale o società);

 

1. Iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;
2.1 Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);
2.2 Requisiti morali, previsti dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59: devono essere posseduti da tutti i soggetti indicati dall'art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159;
3. Requisiti professionali: previsti per il solo settore alimentare (non necessari per i prodotti per la nutrizione animale) dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. I requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare, ovvero, in caso di società, dal legale rappresentante o da altra persona specificatamente preposta all’attività commerciale.

Il possesso dei requisiti morali (e professionali per il settore alimentare) è richiesto per tutti i preposti all’attività commerciale, anche al di fuori della fattispecie di società.

 

Il preposto è un soggetto qualificato che deve essere nominato qualora l’attività commerciale non sia esercitata direttamente dal titolare o dal legale rappresentante.

 

Qualora il requisito professionale sia stato acquisito all’estero, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 9.11.07 n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE, le domande di riconoscimento dei titoli acquisiti da cittadini comunitari ed extracomunitari devono essere inviate, a cura degli interessati, al Ministero dello Sviluppo Economico.



b) REQUISITI OGGETTIVI, che riguardano invece i locali ove l’attività viene svolta, limitatamente agli spacci interni (mentre nelle altre forme speciali di vendita non esiste un locale o luogo  "fisico" nel quale esercitare l'attività).

La vendita di alimenti e bevande a mezzo apparecchi automatici deve essere esercitata in conformità alla vigente normativa sull’igiene degli alimenti.

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Regime avvio

Prima di iniziare la compilazione consultare:

  1. le informazioni generali relative al regime per l'avvio dell'attività
  2. la SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 1 -COMMERCIO SU AREA PRIVATA Attività n. 1.11 pag. 32-33 -della tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

 

 tabella A - legenda:

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Guida

Prima di avviare l'attività consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Controlli

Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:
1. il Comune: verifica la persistenza dei requisiti dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività.
2. le Aziende per l'assistenza sanitaria: per il commercio al dettaglio di generi alimentari i Dipartimenti di Prevenzione (D.I.P.) delle Aziende per l'assistenza sanitaria (Aas) - Servizi igiene alimenti e nutrizione e Servizi veterinari igiene alimenti di origine animale - ciascuno per le proprie competenze, effettuano periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, i controlli ufficiali, finalizzati a verificare se l’operatore del settore alimentare ha applicato correttamente le disposizioni regolamentari, con speciale riferimento al piano di autocontrollo, ove previsto.

La notifica di nuova impresa alimentare (NIA) o la variazione di impresa alimentare esistente va pertanto conservata presso l’impresa ed esibita in occasione dei controlli ufficiali.

 

 

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Normativa

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017