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Tintolavanderia

Descrizione

L'attività di tintolavanderia comprende i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e a umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l'abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, a uso industriale e commerciale, nonchè a uso sanitario, di tappeti, tappezzeria e rivestimenti per arredamento, nonchè di oggetti d'uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra.
I servizi di raccolta e di recapito dei capi, se svolti in sede fissa da imprese qualificate ai sensi dell'articolo 40 bis, comma 2, della L.R. 12/02 sono gestiti dal titolare, da un socio partecipante al lavoro, da un collaboratore familiare, da un dipendente o da un addetto delle medesime imprese, oppure, qualora siano svolti in forma itinerante, sono affidati ad altra impresa, anche di trasporto, in base a contratto di appalto.
Mentre l'attività di tintolavanderia si caratterizza per lo svolgimento di una prestazione di servizi (pulizia e stiro) dietro corrispettivo, nella lavanderia self-service il consumatore effettua da se' tali operazioni, , i macchinari a disposizione previo acquisto di appositi gettoni. Anche l’esercizio delle attività di lavanderie self service a gettone (noleggio di macchinari per il lavaggio di indumenti in genere) è ricondotto alla tintolavanderia, ma non necessita del responsabile tecnico.

Non e' ammesso lo svolgimento dell’attività di tintolavanderia in forma ambulante o di posteggio.

 

 

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Vendita

Gli operatori di tintolavanderia possono effettuare attività di vendita ai propri clienti:

1) per la fornitura al committente dei beni accessori alla prestazione dei servizi, ad es., smacchiatori, spazzole, leva-pelucchi, etc., le imprese artigiane  sono esentate dalla SCIA di vicinato;

2) le imprese non artigiane iscritte al Registro Imprese sono invece soggette alla SCIA di vicinato.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività di tintolavanderia e di lavanderia self service sono necessari:

a) REQUISITI SOGGETTIVI:


1) Iscrizione A.I.A. per le imprese artigiane, iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;

2) Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);

3) Requisiti professionali:

Solo per l'esercizio dell'attività di tintolavanderia le imprese designano un responsabile tecnico in possesso dell'idoneità professionale. Non costituiscono titolo valido per l'esercizio dell'attività professionale gli attestati rilasciati a seguito della frequenza di corsi professionali che non sono stati autorizzati o riconosciuti dagli organi pubblici competenti.
Per ogni sede o unità locale dell'impresa in cui viene esercitata l'attività di tintolavanderia è designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente o addetto dell'impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso della idoneità professionale, il quale svolge prevalentemente e professionalmente la propria attività nella sede indicata.

L'idoneità professionale è comprovata dalla presenza di almeno uno dei requisiti previsti dall'art. 2, comma 2, della Legge 22 febbraio 2006, n. 84, come previsto dall'art. 7 del D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres.

Il Decreto del Presidente della Regione 22 dicembre 2016, n. 0251/Pres. ha modificato l'art. 9 del D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres.  stabilendo che la nomina del responsabile tecnico deve avvenire entro il 31 dicembre 2017.

 

b) REQUISITI OGGETTIVI:


I locali devono avere destinazione d’uso artigianale.

In caso di coesistenza di più attività in uno stesso locale, è l’attività “prevalente” che condiziona la destinazione d’uso dell’immobile. La prevalenza è determinata dal maggior volume d'affari prodotto dall'attività principale. Ad esempio, in caso di coesistenza di attività artigianale prevalente di tintolavanderia e di attività commerciale secondaria di commercio al dettaglio, la destinazione d’uso del locale rimarrà artigianale.

Un requisito specifico per l'esercizio dell'attività di tintolavanderia in se' è il possesso dell'autorizzazione per le emissioni in atmosfera.

Le lavanderie a secco rientrano nella Parte II - Industrie di seconda classe - lettera C) Attività industriali punto 9) Lavanderie a secco - dell'elenco delle industrie insalubri approvato con Decreto del Ministero della Sanità 05.09.1994.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Regime avvio

L'esercizio dell'attività è subordinato alla presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) con le modalità indicate all'art. 24 della L.R. 22 aprile 2002, n. 12.

Il regime per l'avvio dell'attività è previsto dalla SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 12 -TINTOLAVANDERIE -della tabella A allegata al D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

 

L'attività può essere collegata ad altre attività di competenza del SUAP:

 

Nel caso di subingresso, cioè di trasferimento dell'azienda in gestione o in proprieta', per atto tra vivi o per causa di morte, il subentrante presenta la SCIA al registro delle imprese mediante la comunicazione unica, entro trenta giorni dalla data di trasferimento dell'azienda ovvero, nel caso di subentro per causa di morte, dalla data di acquisizione del titolo, pena la decadenza dal diritto di esercitare l'attivita' del dante causa, salvo proroga in caso di comprovata necessita'.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Guida

Prima di avviare la compilazione consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Controlli

Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:

  1. la Polizia locale  verifica la persistenza dei requisiti edilizio-urbanistici ed ambientali dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività;
  2. l'Azienda per l'assistenza sanitaria (Aas) verifica il rispetto delle norme igienico-sanitarie ed ambientali.
Ultimo aggiornamento: 04/04/2019

Normativa

  • L.R. 22 aprile 2002, n. 12 Disciplina organica dell'artigianato;
  • D. P.Reg. 26 giugno 2015, n. 0126/Pres. Regolamento in materia di esercizio delle attività di estetista, acconciatore e tintolavanderia di cui agli articoli 26 comma 4, 28 comma 6 e 40 bis comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 12;
  • Legge 22 febbraio 2006, n. 84 Disciplina dell'attivita' professionale di tintolavanderia.;
  • D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159 Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
  • D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia.
  • Regolamento comunale, che prevede:
    a) le superfici minime dei locali;
    b) i requisiti di sicurezza e igienico-sanitari dei locali nei quali viene svolta l'attività, delle apparecchiature, degli impianti e dei mezzi di trasporto delle imprese che effettuano la raccolta e la riconsegna di abiti e di indumenti, di tessuti e simili, mediante recapiti fissi o servizi a domicilio in forma itinerante;
    c) la disciplina degli orari;
    d) l'obbligo e le modalità di esposizione delle tariffe professionali;
  •  Pareri ministeriali;
Ultimo aggiornamento: 04/04/2019