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Prevenzione incendi
sicurezza antincendio, fuoco, vigili del fuoco, prevenzione incendi, depositi GPL

Descrizione

Il D.P.R. n.151 del 01 agosto 2011 individua n. 80 attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi, distinguendole in tre categorie:

  • “A”: attività semplici;
  • “B”: attività mediamente complesse;
  • “C”: attività complesse.

per le quali è prevista una disciplina differenziata  in relazione al rischio connesso all’attività, alla dimensione dell’impresa, al settore di attività, alla presenza di specifiche regole tecniche e alle esigenze di tutela della pubblica incolumità, in attuazione del principio di proporzionalità.

Il SUAP riceve direttamente la documentazione ai fini antincendio per le sole attività di cui all’allegato I al D.P.R. n.151 del 01.08.2011, di competenza del SUAP stesso (cioè quelle sole che riguardano un impianto produttivo o un’impresa produttiva) e quindi, più frequentemente:

  • impianti di distribuzione carburanti;
  • locali di trattenimento e spettacolo;
  • alberghi, pensioni, motel, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, studentati, villaggi turistici, alloggi agrituristici, ostelli per la gioventù, rifugi alpini, bed&Breakfast, dormitori, case per ferie, con oltre 25 posti letto;
  • strutture turistico-ricettive nell'aria aperta (campeggi, villaggi turistici, etc) con capacità ricettiva superiore a 400 persone;
  • locali adibiti ad esposizione e/o vendita all'ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 mq comprensiva dei servizi e depositi;
  • autorimesse pubbliche e private (escluse le autorimesse ad uso civile), parcheggi pluripiano e meccanizzati di superficie complessiva coperta superiore a 300 mq.;
  • attività di panificazione con utilizzo di impianti per la produzione di calore con potenzialità superiore a 116 Kw o utilizzo di  impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso.

 

 


Ultimo aggiornamento: Fri Apr 07 16:07:00 CEST 2017

Requisiti

Per attivare un procedimento di prevenzione incendi tramite il SUAP è necessario essere titolari di un impianto produttivo o di un'attività produttiva rientrante nell'allegato I al D.P.R. n.151 del 01 agosto 2011.

 

  • per l'avvio delle attività di categoria A, si presenta solo la segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), cui viene allegato il progetto, corredata di asseverazione, a firma di tecnico abilitato, attestante la conformità dell’attività ai requisiti di prevenzione incendi contenuti nelle normative di settore;
  • per le attività di categoria B e C, l’approvazione preventiva del progetto rimane obbligatoria e pertanto occorre attendere il parere favorevole dei Vigili del Fuoco per poter realizzare le opere; per l'avvio dell'attività ad opera realizzata si presenta solo la segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA);
  • per le attività di categoria A e B il sopralluogo dei VV.F. non è obbligatorio e, se effettuato, viene rilasciato su richiesta un “Verbale di visita tecnica”;
  • per le attività di categoria C il sopralluogo dei VV.F. è obbligatorio e, successivamente all’esito positivo, viene rilasciato il “Certificato di prevenzione incendi”, che non costituisce provvedimento, ma solo risultato del controllo e non ha limiti temporali.
Ultimo aggiornamento: Fri Apr 07 16:07:00 CEST 2017

Regime avvio

Prima di iniziare la compilazione consultare:

  • le informazioni generali relative al regime per l'avvio dell'attività.
  • la tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”, che elenca i casi in cui la prevenzione incendi è abbinata all'avvio di attività commerciali.

 

Possono verificarsi due ipotesi:

  1. il SUAP trasmette la richiesta di valutazione di esame progetto al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, per l'espressione del relativo parere; il Comando può chiedere integrazioni entro 30 giorni. Si pronuncia sulla conformità alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi entro 60 giorni dal ricevimento della documentazione, purchè completa;
  2. il SUAP trasmette la SCIA  al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco che svolge i necessari controlli, nei casi previsti, entro 60 giorni.

 

Nei Comuni aderenti al portale regionale SUAP in rete, la gestione unicamente telematica del procedimento di prevenzione incendi tra SUAP e Comando Provinciale competente per territorio è regolamentata dall'accordo sottoscritto in data 6 aprile 2016 tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco.

Nel caso un'istanza o una SCIA pervenga direttamente al Comando, il Comando stesso ne comunica l'irricevibilità all'interessato, informandolo per iscritto della necessità di avviare la corretta proceduta telematica mediante il portale, nel comune competente per territorio.

E’ altresì irricevibile l’istanza o la SCIA presentata al SUAP con modalità non telematica, non ricorrendo alcune delle ipotesi derogatorie espressamente contemplate (ovvero, momentanea indisponibilità del sistema telematico e gestione allegati per la cui trasmissione non sia utilizzabile il canale telematico).

 

Per quanto riguarda i costi del procedimento di prevenzione incendi, il sito dei Vigili del Fuoco mette a disposizione un'applicazione per calcolarli e le coordinate per il versamento degli importi dovuti ai Comandi provinciali.

Ultimo aggiornamento: Fri Apr 07 16:07:00 CEST 2017

Modulistica e Guida

Prima di avviare l'attività consultare la Guida alla compilazione telematica.

Il decreto 7 agosto 2012, in vigore dal 27 novembre 2012, disciplina le modalità di presentazione delle istanze  relative ai procedimenti di prevenzione incendi, stabilendo in modo preciso e dettagliato i contenuti delle singole istanze o delle SCIA e gli allegati da presentare. Il nuovo decreto sostituisce il D.M. 4 maggio 1998 recante “Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenute delle domande per l’avvio di procedimenti di prevenzione incendi, nonché all’uniformità dei connessi servizi resi dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco”, che regolava la materia ai sensi del precedente regolamento di prevenzione incendi (D.P.R. 37/1998). Sono pertanto questi i moduli e gli allegati che devono essere caricati sul sistema SUAP in rete.

Sul sito web dei Vigili del Fuoco sono disponibili i moduli per la ricerca delle nuove attività soggette a prevenzione incendi secondo la normativa vigente e per la ricerca e ricatalogazione delle attività dalla vecchia codifica del D.M. 16 febbraio 1982 a quella nuova introdotta dal D.P.R. 151/2011.

Ultimo aggiornamento: Fri Apr 07 16:07:00 CEST 2017

Controlli

I controlli successivi all'avvio delle attività sono definiti in base al rischio.

Per le attività di categoria A e B sono previsti controlli con sopralluogo a campione da parte del competente Comando provinciale dei Vigili del Fuoco; le percentuali di attività da controllare sono determinate annualmente dal Ministero dell'Interno.

Per le attività di categoria C i controlli sono espletati sul 100% delle attività.

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Normativa

Ultimo aggiornamento: Fri Apr 07 16:07:00 CEST 2017