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Cose antiche e usate - Tenuta dei relativi registri
roba vecchia, seconda mano, usato sicuro, antiquariato, cianfrusaglie, registro degli affari

Tenuta dei registri

L'art. 126 del R.D. n. 773/31 stabiliva che non può esercitarsi il commercio di cose antiche o usate senza averne fatta preventiva dichiarazione all’autorità locale di pubblica sicurezza (oggi il SUAP comunale), che ne rilascia una presa d’atto.

L'art. 126 è stato abrogato con decorrenza 11 dicembre 2016, dall'art.6 del Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Il commercio di cose antiche o usate non è quindi soggetto a comunicazione al SUAP.

Il Consiglio di Stato, con parere espresso dall'Adunanza del 14 febbraio 2018, ha però ritenuto che sia ancora obbligatorio tenere il registro delle operazioni compiute giornamente, previsto dall’art. 128 del T.U.L.P.S.

Il registro delle operazioni giornaliere dovrebbe essere vidimato dall'autorità locale di pubblica sicurezza (il Comune), ma per effetto di recenti disposizioni di semplificazione il titolare dell'attività può:

  • procedere ad una semplice autovidimazione del registro cartaceo inviando una dichiarazione al SUAP;
  • tenere il registro in modalità informatica con le modalità previste dall'art. 2215-bis del Codice Civile, inviandone dichiarazione al SUAP.

Solo per il commercio di cose usate prive di valore o di valore esiguo non sussiste l'obbligo neppure della tenuta del registro delle operazioni giornaliere di cui all’art. 128 del T.U.

Nella Regione FVG si ritiene che il valore esiguo sia riconducibile agli oggetti che, indipendentemente dal valore originario, vengano venduti al dettaglio o all'ingrosso per una somma non superiore ad euro 250,00 (circolare 13615/P del 04/04/2012).

 

Ultimo aggiornamento: Wed Sep 19 16:40:00 CEST 2018

Registro delle operazioni

Per “cose antiche” si intendono i beni mobili che rivestano un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico; di essi si trova una dettagliata elencazione nell’allegato A al D. Lgs. 22.01.2004 n. 42. Il carattere di “antichità” è dato anche dalla vetustà del bene: ad esempio sono “cose antiche” le fotografie aventi più di 50 anni e non appartenenti all’autore, come pure i mezzi di trasporto aventi più di 75 anni, oppure i libri aventi più di 100 anni.

Per “cose usate” si intendono i beni mobili utilizzati per l’uso per il quale sono stati creati, purchè conservino ancora un valore economico tale da renderli commerciabili e quindi, nonostante il deterioramento, mantengano caratteristiche tali da ravvisarne l’originaria individualità (ad esempio, le auto radiate destinate all'export).

L’art. 128 del T.U.L.P.S. dispone che chi fa commercio di cose antiche o usate è obbligato a detenere un registro delle operazioni compiute giornalmente, in cui sono annotate le generalità di coloro con i quali le operazioni stesse sono compiute e le altre indicazioni prescritte dall’art. 247 del R.D. 635/40.

L'art. 2 del D.P.R. 311/2001 limita peraltro l'obbligo della tenuta del registro delle operazioni previsto dall’art. 128 del T.U.L.P.S. a: “gli oggetti d'arte e le cose antiche, di pregio o preziose, nonché al commercio ed alla detenzione da parte delle imprese del settore, comprese quelle artigiane, di oggetti preziosi o in metalli preziosi o recanti pietre preziose, anche usati…”.

Di conseguenza, per il commercio di cose usate prive di valore o di valore esiguo non sussiste l'obbligo della tenuta del registro. Nella Regione FVG si ritiene che il valore esiguo sia riconducibile agli oggetti che, indipendentemente dal valore originario, vengano venduti al dettaglio o all'ingrosso per una somma non superiore ad euro 250,00 (circolare 13615/P del 04/04/2012).

Ultimo aggiornamento: Wed Sep 19 16:40:00 CEST 2018

Guida

Prima di avviare la compilazione consultare la Guida alla compilazione telematica.

Il registro delle operazioni giornaliere dovrebbe essere vidimato dall'autorità locale di pubblica sicurezza (il Comune), ma per effetto di recenti disposizioni di semplificazione il titolare dell'attività può:

  • procedere ad una semplice autovidimazione del registro cartaceo inviando una dichiarazione al SUAP;
  • tenere il registro in modalità informatica con le modalità previste dall'art. 2215-bis del Codice Civile, inviandone dichiarazione al SUAP.

L'art. 2215/bis del Codice civile, che disciplina i casi di digitalizzazione e conservazione a norma dei documenti di cui è obbligatoria la tenuta per legge, prevede:
“I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta e’ obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa possono essere formati e tenuti con strumenti informatici.
Le registrazioni contenute nei documenti di cui al primo comma debbono essere rese consultabili in ogni momento con i mezzi messi a disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione primaria e originale da cui e’ possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge.
Gli obblighi di numerazione progressiva, vidimazione e gli altri obblighi previsti dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, repertori e scritture, ivi compreso quello di regolare tenuta dei medesimi, sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informatici, mediante apposizione, ogni tre mesi a far data dalla messa in opera, della marcatura temporale e della firma digitale dell’imprenditore, o di altro soggetto dal medesimo delegato, inerenti al documento contenente le registrazioni relative ai tre mesi precedenti.
Qualora per tre mesi non siano state eseguite registrazioni, la firma digitale e la marcatura temporale devono essere apposte all’atto di una nuova registrazione, e da tale apposizione decorre il periodo trimestrale di cui al terzo comma.
I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti informatici, secondo quanto previsto dal presente articolo, hanno l’efficacia probatoria di cui agli articoli 2709 e 2710 del codice civile”.

Ultimo aggiornamento: Wed Sep 19 16:40:00 CEST 2018

Controlli

I controlli sono svolti dal Comune.

Ultimo aggiornamento: Wed Sep 19 16:40:00 CEST 2018