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SCIA edilizia in aree vincolate: il Consiglio di Stato chiarisce i limiti
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7563 del 26 settembre 2025, ha chiarito il regime giuridico della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per interventi di demolizione e ricostruzione di immobili in aree vincolate
Secondo la Corte, è legittimo dichiarare inefficace una SCIA presentata per la demolizione e ricostruzione di un edificio in area soggetta a tutela paesaggistica, quando l’intervento comporta una nuova costruzione con sagoma diversa e non rientra nella semplice ristrutturazione edilizia. In questi casi, infatti, è necessario il permesso di costruire.
Lo stesso principio si applica agli interventi che prevedono il mutamento di destinazione d’uso con modifiche di sagome e volumi: il passaggio a una diversa categoria funzionale richiede sempre il permesso di costruire, e non può essere realizzato tramite SCIA.
La Corte ha inoltre sottolineato che la presentazione di una SCIA fuori dal suo ambito applicativo è priva di effetti, e non può essere invocata per bloccare eventuali interventi repressivi dell’amministrazione.
La sentenza conferma orientamenti già espressi in precedenti decisioni del Consiglio di Stato (n. 5593/2023, n. 7810/2019, n. 5999/2021), ribadendo la distinzione tra ristrutturazione edilizia e nuova costruzione in zone vincolate.
Fonte: AGEL
Monica Feletig