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Le linee guida di ISPRA per impianti fotovoltaici ed agrivoltaici
Impianti fotovoltaici e agrivoltaici: le nuove linee guida ISPRA per studi di impatto ambientale più veloci e completi
L’ISPRA ha pubblicato le Linee Guida definitive per la redazione degli Studi di Impatto Ambientale (SIA) relativi agli impianti agrivoltaici e fotovoltaici. Il documento nasce con l’obiettivo di fornire ai progettisti uno strumento tecnico-metodologico completo, capace di migliorare la qualità dei SIA e accelerare i processi di autorizzazione ambientale.
Queste direttive rispondono a una criticità evidenziata dalla Commissione Tecnica VIA del MASE, che spesso riceve documentazione incompleta per i progetti legati alle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER). Studi più accurati ridurranno le richieste di integrazione e le condizioni ambientali, rendendo la valutazione più rapida ed efficiente.
Un approccio innovativo e strutturato
Il documento si configura come riferimento tecnico-scientifico e sarà la base per la nuova piattaforma web del MASE dedicata alla redazione dei SIA. L’elemento distintivo è l’associazione di ogni tematica ambientale (biodiversità, suolo, geologia, acque, clima, rumore, paesaggio) a parametri, indici e indicatori che i proponenti devono obbligatoriamente includere.
Queste informazioni sono fondamentali per:
- una caratterizzazione accurata dell’area di progetto;
- una valutazione precisa degli impatti e delle misure di mitigazione/compensazione;
- la definizione di un Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) completo.
Focus su aree degradate e alternative progettuali
Le Linee Guida ribadiscono i principi della normativa VIA, sottolineando l’importanza di: - valutare gli impatti cumulativi;
- analizzare le alternative progettuali, inclusa l’alternativa “zero” (non realizzare l’impianto);
- privilegiare aree già compromesse, come Siti di Interesse Nazionale (SIN), aree industriali, cave dismesse e discariche chiuse;
- tutelare le produzioni agroalimentari di pregio (IGP, DOP, IGT), evitando l’installazione in aree ad alto valore produttivo.
Fonte: ISPRA
Monica Feletig