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La PA che invecchia tra emergenza generazionale e nuove politiche di reclutamento
Età media in aumento, pochi giovani e forti differenze territoriali: tra piccoli comuni in sofferenza e nuove politiche di reclutamento, la PA locale cerca un difficile ricambio generazionale
I dati del Censimento Istat e del Rapporto sulle Istituzioni Pubbliche 2024 mostrano un quadro critico dell’invecchiamento del personale nei comuni italiani. L’età media nel 2021 ha raggiunto i 52,3 anni, con una presenza minima di giovani: solo l’1,9% dei dipendenti ha meno di 30 anni e oltre il 21% ha già superato i 60. Il blocco del turnover negli anni passati ha aggravato il fenomeno, contribuendo anche a una riduzione del personale del 20% in dieci anni.
Il divario territoriale è significativo: il Mezzogiorno registra le età medie più alte (fino a 57 anni in Sicilia), anche a causa dell’ampio ricorso alle stabilizzazioni e della scarsa mobilità del mercato del lavoro locale. Al contrario, nel Nord l’età media è più bassa, ma la competizione con il settore privato rende difficile trattenere personale qualificato.
I piccoli comuni — quasi il 70% del totale — sono i più in difficoltà: organici ridotti, lavoratori più anziani, poca formazione e capacità limitata di digitalizzazione. Le grandi città invece attraggono meglio i profili più giovani e qualificati.
Negli ultimi anni qualche segnale positivo è arrivato grazie al PNRR e, soprattutto, al Decreto PA 2025, che introduce nuove forme di assunzione, come apprendistato e contratti formazione-lavoro per i giovani, e semplificazioni concorsuali. Molto atteso anche il Concorso Piccoli Comuni RIPAM 2026, dedicato agli enti sotto i 5.000 abitanti.
Nonostante ciò, la PA locale resta poco attrattiva, soprattutto nelle aree metropolitane, a causa di retribuzioni inferiori rispetto al privato. Lo smart working può essere una leva utile per i piccoli comuni, ma non basta senza una riforma strutturale delle carriere e degli stipendi.
Nei prossimi anni, con l’ondata di pensionamenti degli over 60, la sfida sarà attuare una strategia di reclutamento che non si limiti a tamponare l’emergenza, ma rilanci la capacità innovativa e digitale degli enti locali.
Fonte: AGEL
Monica Feletig