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Bilanciamento tra tutela paesaggistica ed esigenze energetiche, freno al diniego

Fotovoltaico e paesaggio, il Consiglio di Stato: la sola visibilità dei pannelli non basta per negare l’autorizzazione

25/06/2026  - 

Il Consiglio di Stato torna a pronunciarsi sul rapporto tra impianti fotovoltaici e tutela del paesaggio, segnando un ulteriore passo verso un approccio più equilibrato tra protezione ambientale e sviluppo delle fonti rinnovabili. Con la sentenza n. 4001 del 19 maggio 2026, la IV Sezione ha stabilito che la mera visibilità dei pannelli solari non può, da sola, giustificare il diniego dell’autorizzazione paesaggistica. 

Il caso e il principio affermato

La decisione si inserisce nel solco di un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato: la presenza di impianti fotovoltaici non deve essere automaticamente considerata un elemento di disturbo visivo. Al contrario, l’amministrazione è chiamata a svolgere una valutazione concreta e comparativa degli interessi in gioco. 

Secondo i giudici, infatti, le esigenze energetiche attuali impongono di contemperare:

  • l’interesse pubblico “statico” alla tutela del paesaggio;
  • l’interesse pubblico “dinamico” allo sviluppo delle energie rinnovabili;
  • l’interesse privato al risparmio energetico. 

Stop ai dinieghi automatici

La sentenza chiarisce che la Soprintendenza non può limitarsi a rilevare l’impatto visivo dell’impianto, ma deve verificare se:

  • esistano alternative localizzative realmente praticabili;
  • tali alternative siano tecnicamente valide per la produzione energetica;
  • non comportino sacrifici sproporzionati, ad esempio nella possibilità di accesso agli incentivi pubblici. 

In altre parole, non è sufficiente affermare che i pannelli “si vedono”: serve una motivazione articolata che dimostri perché l’intervento non sia compatibile con il contesto paesaggistico.

Un orientamento in linea con la transizione energetica

Il pronunciamento si inserisce in un quadro normativo e giurisprudenziale sempre più favorevole alla diffusione delle energie rinnovabili, considerate strategiche per la transizione ecologica e la sicurezza energetica.

Già in precedenti decisioni, il Consiglio di Stato aveva sottolineato la necessità di evitare approcci aprioristici e di valorizzare un’analisi caso per caso. 

Implicazioni per amministrazioni e operatori

La sentenza avrà ricadute operative significative:

  • per le amministrazioni, chiamate a motivazioni più approfondite e tecnicamente fondate;
  • per imprese e cittadini, che potranno contare su maggiori tutele contro dinieghi generici;
  • per il settore energetico, che beneficia di un contesto più favorevole allo sviluppo degli impianti.

Conclusione

Il messaggio del Consiglio di Stato è chiaro: la tutela del paesaggio resta un valore fondamentale, ma non può tradursi in un ostacolo pregiudiziale alla diffusione del fotovoltaico. Serve invece un equilibrio, basato su valutazioni concrete, proporzionate e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità.

 

 



Monica Feletig
Ultimo aggiornamento: 25/06/2026