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Attività storiche: via libera alle regole per l’Albo nazionale
In Gazzetta Ufficiale le modalità operative per l’istituzione dell’Albo nazionale delle attività storiche
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 131 del 9 giugno 2026), diventa operativo il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 7 maggio 2026, che definisce struttura e funzionamento del registro dedicato a negozi, botteghe artigiane ed esercizi pubblici di particolare valore storico.
Come funziona l’Albo
Il nuovo Albo nazionale nasce per valorizzare e tutelare le attività economiche con una lunga tradizione ed è costruito a partire dagli elenchi territoriali già esistenti. Regioni, province, comuni e città metropolitane avranno infatti il compito di trasmettere e aggiornare periodicamente i propri dati, che confluiranno in un unico sistema nazionale.
L’archivio sarà articolato in due sezioni:
- una ordinaria, per le attività storiche riconosciute;
- una dedicata alle eccellenze, riservata alle realtà di particolare rilievo.
Pubblicazione e accesso ai dati
L’Albo sarà consultabile online sul sito del Ministero, con collegamenti diretti anche ai portali degli enti territoriali e alle piattaforme di promozione turistica come Italia.it ed ENIT. Gli enti locali, già depositari di elenchi relativi al proprio ambito territoriale, avranno tempo fino a 7 ottobre per inviarli al Ministero. Le imprese presenti verranno iscritte nel nuovo Albo che presenterà anche una sezione speciale dedicata ad “attività storiche di eccellenza”.
Il decreto stabilisce inoltre:
- le specifiche tecniche per la raccolta e gestione dei dati;
- le scadenze annuali per l’aggiornamento delle informazioni;
- le modalità di pubblicazione e integrazione tra i diversi livelli istituzionali.
Coordinamento senza nuovi costi
Per garantire uniformità e coordinamento tra le amministrazioni è prevista l’istituzione di un Comitato misto con funzioni consultive, che opererà senza generare nuovi oneri per la finanza pubblica.
Obiettivo: valorizzare tradizione e identità
L’introduzione dell’Albo nazionale rappresenta un passo importante per la tutela del patrimonio economico e culturale italiano. L’obiettivo è duplice: da un lato riconoscere il valore storico delle attività, dall’altro incentivare la loro visibilità anche in chiave turistica e di promozione del Made in Italy.
Fonte: Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.131 del 09-06-2026
Monica Feletig