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per avviare e gestire un'attività

Vendita al domicilio dei consumatori o mediante contratti negoziati
raccolta ordinativi

Descrizione

Le cosiddette “forme speciali di vendita” si caratterizzano perché il commercio al dettaglio viene attuato senza utilizzare un negozio in senso stretto.

Le vendite dirette al domicilio dei consumatori o mediante contratti negoziati fuori dai locali commerciali sono un esempio di forma speciale di vendita: si tratta di vendita al dettaglio e di offerta di beni e servizi di cui all’art. 19 del D. Lgs. 114/98, effettuata da un’impresa tramite la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei locali nei quali il consumatore si trova, anche temporaneamente, per motivi personali, di lavoro, di studio, di intrattenimento o di svago.

A partire dall’8 maggio 2010, data di entrata in vigore del D.Lgs 59/2010, la SCIA deve essere presentata al Comune in cui il richiedente intende avviare l'attività.
La tutela del consumatore è garantita dalle disposizioni della Legge 17.8.2005 n. 173 "Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali".
Essa prevede, in particolare, che qualora l’impresa operi mediante incaricati alla vendita diretta a domicilio, l’attività dell’incaricato è soggetta al possesso obbligatorio del tesserino di riconoscimento, rilasciatogli direttamente dall’impresa stessa; il tesserino deve essere numerato e aggiornato annualmente, deve contenere le generalità e la fotografia dell’incaricato,  l’indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell’attività dell’impresa, nonché del nome del responsabile dell’impresa stessa, e la firma di quest’ultimo e deve essere esposto in modo visibile durante le operazioni di vendita.
Il tesserino è obbligatorio anche per l’imprenditore individuale che operi personalmente, senza l’ausilio di incaricati.

L'elenco degli incaricati alla vendita deve essere presentato dal responsabile dell'impresa al SUAP, che lo trasmette all'autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha avviato l'attività.

 

Ultimo aggiornamento: Mon Jul 17 16:40:00 CEST 2017

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività sono necessarie due tipologie di requisiti:

a) REQUISITI SOGGETTIVI, che attengono all’impresa che gestisce l’attività (ditta individuale o società);

 

1. Iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;
2.1 Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);
2.2 Requisiti morali, previsti dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59: devono essere posseduti da tutti i soggetti indicati dall'art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159;
3. Requisiti professionali: previsti per il solo settore alimentare (non necessari per i prodotti per la nutrizione animale) dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. I requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare, ovvero, in caso di società, dal legale rappresentante o da altra persona specificatamente preposta all’attività commerciale.

Il possesso dei requisiti morali (e professionali per il settore alimentare) è richiesto per tutti i preposti all’attività commerciale, anche al di fuori della fattispecie di società.

 

Il preposto è un soggetto qualificato che deve essere nominato qualora l’attività commerciale non sia esercitata direttamente dal titolare o dal legale rappresentante.

 

Qualora il requisito professionale sia stato acquisito all’estero, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 9.11.07 n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE, le domande di riconoscimento dei titoli acquisiti da cittadini comunitari ed extracomunitari devono essere inviate, a cura degli interessati, al Ministero dello Sviluppo Economico.

Ultimo aggiornamento: Mon Jul 17 16:40:00 CEST 2017

Regime avvio

Prima di iniziare la compilazione consultare:

  1. le informazioni generali relative al regime per l'avvio dell'attività
  2. la SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 1 -COMMERCIO SU AREA PRIVATA Attività n. 1.11 pag. 34-35 -della tabella A allegata al D. Lgs. 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124
  3. le schede descrittive delle attività di competenza del SUAP

 

Il responsabile dell'impresa presenta l'elenco degli incaricati alla vendita (e le sue successive modifiche) al SUAP, il quale lo trasmette all'autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha avviato l'attività

Ultimo aggiornamento: Mon Jul 17 16:40:00 CEST 2017

Guida

Prima di avviare la compilazione consultare la Guida alla compilazione telematica.

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Controlli

Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:
1. il Comune: verifica la persistenza dei requisiti dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività;
2. le Aziende per l'assistenza sanitaria: per il commercio al dettaglio di generi alimentari i Dipartimenti di Prevenzione (D.I.P.) delle Aziende per l'assistenza sanitaria (Aas) - Servizi igiene alimenti e nutrizione e Servizi veterinari igiene alimenti di origine animale - ciascuno per le proprie competenze, effettuano periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, i controlli ufficiali, finalizzati a verificare se l’operatore del settore alimentare ha applicato correttamente le disposizioni regolamentari, con speciale riferimento al piano di autocontrollo, ove previsto;

La notifica di nuova impresa alimentare (NIA) o la variazione di impresa alimentare esistente va pertanto conservata presso l’impresa ed esibita in occasione dei controlli ufficiali;

3. le Questure, che controllano gli incaricati alla vendita indicati dal responsabile dell'impresa.

Ultimo aggiornamento: Mon Jul 17 16:40:00 CEST 2017

Normativa

  • L.R. 5 dicembre 2005, n. 29 Normativa organica in materia di attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande. Modifica alla legge regionale 16 gennaio 2002, n. 2 <<Disciplina organica del turismo>>;
  • D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno;
  • D. Lgs 6 settembre 2011, n. 159 Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136;
  • D.P.R. 3 giugno 1998, n. 252 Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia.
Ultimo aggiornamento: Mon Jul 17 16:40:00 CEST 2017