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per avviare e gestire un'attività

Spacci interni
vendita a dipendenti, soci, familiari, vendita in strutture sportive

Descrizione

Le cosiddette “forme speciali di vendita” si caratterizzano perché il commercio al dettaglio viene attuato senza utilizzare un negozio fisico.

Gli spacci interni sono un esempio di forma speciale di vendita: le amministrazioni pubbliche, le imprese e i circoli privati, le cooperative di consumo e i loro consorzi, le associazioni di volontariato, le ONLUS, le associazioni e le cooperative senza fini di lucro, possono esercitare la vendita al dettaglio a favore rispettivamente dei propri dipendenti, dei propri soci e dei familiari, in locali non aperti al pubblico, di superficie non superiore a metri quadrati 250 e privi di accesso diretto dalla pubblica via.

In questo contesto rientra anche la vendita effettuata, a favore dei frequentatori, all’interno di strutture sportive comunali (es: vendita di occhialini e costumi da bagno in una piscina).
Ai soggetti ammessi all’acquisto nei locali dello spaccio deve essere rilasciata apposita tessera e i loro nominativi devono essere annotati in un apposito registro.

 

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Requisiti

Per l’avvio o l’esercizio dell’attività sono necessarie due tipologie di requisiti:


a) REQUISITI SOGGETTIVI, che attengono all’impresa che gestisce l’attività (ditta individuale o società);

 

1. Iscrizione al registro imprese per le imprese commerciali;
2.1 Requisiti morali, previsti per i soggetti indicati dall’art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 13 agosto 2010, n. 136);
2.2 Requisiti morali, previsti dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59: devono essere posseduti da tutti i soggetti indicati dall'art. 85 del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159;
3. Requisiti professionali: previsti per il solo settore alimentare (non necessari per i prodotti per la nutrizione animale) dall’art. 71 D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. I requisiti professionali devono essere posseduti dal titolare, ovvero, in caso di società, dal legale rappresentante o da altra persona specificatamente preposta all’attività commerciale.

Il possesso dei requisiti morali (e professionali per il settore alimentare) è richiesto per tutti i preposti all’attività commerciale, anche al di fuori della fattispecie di società.


Il preposto è un soggetto qualificato che deve essere nominato qualora l’attività commerciale non sia esercitata direttamente dal titolare o dal legale rappresentante.

 

Qualora il requisito professionale sia stato acquisito all’estero, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 9.11.07 n. 206 di attuazione della direttiva 2005/36/CE, le domande di riconoscimento dei titoli acquisiti da cittadini comunitari ed extracomunitari devono essere inviate, a cura degli interessati, al Ministero dello Sviluppo Economico.


b) REQUISITI OGGETTIVI, che riguardano invece i locali ove l’attività viene svolta, limitatamente agli spacci interni (mentre nelle altre forme speciali di vendita non esiste un locale o luogo  "fisico" nel quale esercitare l'attività).

I locali non aperti al pubblico devono avere superficie non superiore a metri quadrati 250 ed essere privi di accesso diretto dalla pubblica via.

Il requisito del mancato accesso diretto dalla pubblica via è richiesto solo per i locali operanti successivamente al 31 dicembre 1998.

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Regime avvio

Prima di iniziare la compilazione consultare:

  1. le informazioni generali relative al regime per l'avvio dell'attività
  2. la SEZIONE I- ATTIVITA' COMMERCIALI E ASSIMILABILI-PUNTO 1 -COMMERCIO SU AREA PRIVATA Attività n. 1.11 pag. 28-29 -della tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.
 

 tabella A - legenda:

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Guida

Prima di avviare l'attività consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Controlli

Gli uffici interni e gli enti terzi che effettuano i controlli sull'attività sono:
1. il Comune: verifica la persistenza dei requisiti dichiarati nella SCIA per l'esercizio di attività.
2. le Aziende per l'assistenza sanitaria: per il commercio al dettaglio di generi alimentari i Dipartimenti di Prevenzione (D.I.P.) delle Aziende per l'assistenza sanitaria (Aas) - Servizi igiene alimenti e nutrizione e Servizi veterinari igiene alimenti di origine animale - ciascuno per le proprie competenze, effettuano periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, i controlli ufficiali, finalizzati a verificare se l’operatore del settore alimentare ha applicato correttamente le disposizioni regolamentari, con speciale riferimento al piano di autocontrollo, ove previsto.

La notifica di nuova impresa alimentare (NIA) o la variazione di impresa alimentare esistente va pertanto conservata presso l’impresa ed esibita in occasione dei controlli ufficiali.

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017

Normativa

Ultimo aggiornamento: Sat Jan 21 16:40:00 CET 2017