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Riforma taxi ed n.c.c.

5 i punti fondamentali della bozza di decreto interministeriale atteso dal 2010

13/04/2017  - 

Il 22 marzo 2017, il Governo ha presentato ai sindacati una bozza di decreto interministeriale (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), che, in cinque articoli, regolamenta l’utilizzo di tecnologie di chiamata a distanza e si prefigge di contrastare ed impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio noleggio con conducente, concedendo 10 giorni per presentare osservazioni e proposte.
Il decreto, atteso dal 2010, affronta le competenze regionali e comunali in materia, le diverse disposizioni per i due servizi di taxi e noleggio con conducente (NCC) e le prime regolazioni per l’utilizzo degli strumenti tecnologici.
Prima di tutto la bozza, al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza attribuisce alle Regioni la funzione di “garantire la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei comuni delle licenze per i taxi e delle autorizzazioni per gli Ncc”.

Cinque i punti fondamentali della bozza di decreto.
1. Contrasto all’abusivismo – Vengono dettate nuove “disposizioni attuative al fine di evitare pratiche di esercizio abusivo” nelle attività di noleggio con conducente e del servizio taxi.

2. Il ruolo delle Regioni – Il decreto dà alle Regioni un ruolo importante per arginare il fenomeno dell'abusivismo, attraverso un archivio web Ncc e taxi e dà agli enti la pianificazione dei servizi pubblici non di linea.
Al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza - si legge nel decreto - le Regioni dovranno garantire “la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, delle licenze per l’esercizio del servizio taxi e delle autorizzazioni del servizio Ncc”.

3. Nasce il registro per le App - Sempre per combattere l’abusivismo, il Governo ha pensato di dare vita ad un registro per le App. I soggetti titolari e gestori delle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra i passeggeri e i soggetti con licenza per l’esercizio del servizio di taxi e le imprese titolari di autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente (NCC) devono essere iscritti al registro delle piattaforme tecnologiche di intermediazione, tenuto a cura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
App e devono avere “sede legale e domicilio fiscale nell’ambito dell’Ue”.
Per favorire una più efficace organizzazione dei servizi è consentito l'utilizzo di tecnologie di chiamata a distanza come, a titolo esemplificativo, radio taxi o sistemi equipollenti o applicazioni web aventi analoghe funzioni.
Le tecnologie di chiamata a distanza - si legge nella bozza di decreto - “non sostituiscono il tassametro, ove previsto, ai fini della determinazione del costo del servizio per l’utente”.

4. NCC in rimessa senza prenotazioni – Senza prenotazione, gli NCC non potranno sostare su strada ma dovranno rientrare nell’autorimessa.
“Nei Comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita – si legge nella bozza di decreto - in assenza di una prenotazione di trasporto come disciplinata dal presente articolo, la sosta su strada dei veicoli adibiti a servizio da noleggio con conducente. Tali veicoli devono stazionare, in attesa di servizio, soltanto all’interno dell’autorimessa”.
Il rientro in rimessa non è previsto nel caso in cui gli Ncc abbiano un pacchetto di prenotazioni.

5. Uso collettivo per i taxi - La bozza di decreto prevede anche l’uso collettivo per i taxi, che non possono rifiutare le corse.
Le singole amministrazioni “possono prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi svolgano servizi integrativi quali il taxi a uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio”.
Inoltre si stabilisce che “non è consentito al servizio taxi di rifiutare alcuna corsa che parte dal territorio comunale o comprensoriale, anche se richiesta tramite tecnologie a distanza, qualora abbia come destinazione lo stesso Comune o comprensorio”.
I Comuni e le città metropolitane che hanno rilasciato le licenze “devono monitorare anche con sistemi di controllo a distanza il regolare svolgimento del servizio”.
E ancora, il prelevamento dell'utente o l'inizio del servizio di taxi deve avvenire all'interno dell'area comunale o della città metropolitana salvo che non vi siano accordi tra i Comuni o le cittàì.
L'attesa dell'utente può avvenire negli orari dei turni di servizio in appositi posteggi individuati dal Comune per lo stazionamento durante la circolazione stradale.

 

Fonte:



Monica Feletig
Ultimo aggiornamento: 13/04/2017