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Inconfigurabilità del silenzio-assenso per l'occupazione di suolo pubblico
E' legittimo il provvedimento comunale che sospende un'attività svolta su suolo pubblico occupato senza titolo
La quinta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo il provvedimento comunale che disponeva, in conformità delle previsioni del Regolamento comunale per l’applicazione del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria del canone mercatale, la sospensione dell'attività di somministrazione per tre giorni consecutivi, stante l'occupazione abusiva del suolo pubblico e la riscontrata recidiva.
Il Collegio ha osservato che, a fronte dell'istanza per il rilascio del titolo concessorio di occupazione di suolo pubblico, non rileva la ricorrenza dei presupposti normativi per il relativo rilascio, né l’eventuale illegittimità dell' inerzia serbata dell’amministrazione, che non possono far insorgere il titolo stesso, non assentibile per silentium.
L'inerzia dell’amministrazione, come la presunta conformità dell’occupazione richiesta alle norme, non sono idonee di per se' a determinare un titolo di concessione a occupare il suolo pubblico (per il quale non si applica il silenzio-assenso: vedi Consiglio di Stato, sez. V, 7 giugno 2022, n. 4660), né a rendere illegittima la decisione dell’amministrazione che, verificati i presupposti di legge, ha adottato il provvedimento di sospensione dell'agttività di somministrazione.
Fonte: Giustizia Amministrativa, Consiglio di Stato, sezione V, 22 ottobre 2025, n. 8190 – Pres. Sabatino, Est. Urso
Monica Feletig