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Sottoprodotti di origine animale o di prodotti derivati
scarti, carcasse di animali, rifiuti animali, residui, ossa, corna, zoccoli, collagene, gelatine, pelli, lana, peli, setole di maiale, penne

Descrizione

Gli scarti derivati dalla lavorazione dei prodotti di origine animale, le parti di animali giudicate non idonee per il consumo umano, quanto destinato alla distruzione perché non utilizzabile né per l’industria zootecnica, né come fertilizzante, né idoneo per la produzione di biogas o per il compostaggio, vanno a costituire il complesso panorama dei “sottoprodotti di origine animale”. 

Le attività di produzione, trasporto, manipolazione, lavorazione, magazzinaggio, immissione sul mercato, distribuzione, uso o smaltimento dei sottoprodotti di origine animale o di prodotti derivati sono soggette a procedura di registrazione, qualora non sia previsto il riconoscimento ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea del 21 ottobre 2009 o qualora, nel caso di stabilimenti che generano sottoprodotti, non siano già stati riconosciuti o registrati ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/2004 o del Regolamento (CE) n. 853/2004.

Ciascun operatore deve notificare all’autorità competente, al fine della registrazione, ogni stabilimento o impianto posto sotto il suo controllo.

L'art. 3 del Decreto del Presidente della Regione 11 dicembre 2012, n. 0252/Pres. (B.U.R. N. 52 del 27 dicembre 2012) individua gli impianti per i quali la registrazione è esclusa.

Ultimo aggiornamento: 12/08/2020

Requisiti

L’attività deve possedere i requisiti minimi stabiliti dal Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea del 21 ottobre 2009 e dal Regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione del 25 febbraio 2011, nonchè la conformità al Decreto del Presidente della Regione 11 dicembre 2012, n. 0252/Pres. Indicazioni per l’applicazione nella Regione Friuli Venezia Giulia del Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento e del Consiglio e del Regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione recante disposizioni di applicazione del Regolamento (CE) n. 1069/2009.

L'operatore può iniziare l’attività alla presentazione della notifica, alla quale è allegata la richiesta di registrazione all’Azienda Sanitaria competente.

Ultimo aggiornamento: 12/08/2020

Regime avvio

L’avvio dell'attività è soggetto a Segnalazione Certificata di Inizio Attività - SCIA presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune in cui ha sede l’attività soggetta a registrazione o in cui l'operatore è residente (ad es, nel caso si tratti di attività prive di stabilimento, quali il trasporto o attività di intermediazione senza possesso fisico della merce).

La notifica, datata e sottoscritta, dal titolare o legale rappresentante, è accompagnata almeno da una relazione tecnica e da una planimetria in scala 1:100 dei locali, ove si svolge l’attività.

La planimetria non è richiesta nel caso di attività di trasporto o nel caso si tratti di attività prive di stabilimento.

La SCIA viene trasmessa all’Azienda sanitaria, autorità competente per la registrazione, che assegna all’operatore il numero ufficiale di identificazione, da richiedere al Servizio Veterinario della Regione mediante apposito modello denominato Lettera di accompagnamento, cui va allegata necessariamente la fotocopia della seguente documentazione:

a. Istanza di registrazione

b. Visura camerale o autocertificazione.

 

L'attività può essere collegata ad altre attività di competenza dle SUAP:

Ultimo aggiornamento: 12/08/2020

Oneri sanitari

L’operatore che presenta istanza di registrazione è tenuto a corrispondere all’Azienda sanitaria competente gli importi per gli oneri istruttori che comprendono la raccolta ed il controllo della regolarità della documentazione presentata, il/i sopralluogo/i ed il rilascio del relativo parere nei casi previsti.

Tali importi sono indicati nelle tabelle, allegate al Decreto del Presidente della Regione dd. 7 marzo 2011, n. 42/Pres, di cui sono parte integrante.

Dal 1 gennaio 2020 i pagamenti sono dovuti alle 3 nuove aziende sanitarie:

  1. Azienda sanitaria Friuli Occidentale (AS FO); essa succede all’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 5 “Friuli Occidentale”, semplicemente cambiando denominazione, senza modifiche all’attuale assetto organizzativo.
  2. Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASU GI); essa succede all’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e a parte dell’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”, limitatamente agli ospedali di Gorizia e Monfalcone e alle strutture degli attuali distretti Alto Isontino e Basso Isontino.
  3. Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (ASU FC); essa succede all’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, all’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 3 “Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli” e a parte dall’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”, limitatamente agli ospedali di Latisana e Palmanova e alle strutture degli attuali distretti Est e Ovest.
Ultimo aggiornamento: 12/08/2020

Guida

Prima di avviare l'attività può essere utile consultare la Guida alla compilazione telematica.

Ultimo aggiornamento: 12/08/2020

Controlli

Nell’ambito delle attività di controllo ufficiale, le Aziende sanitarie verificano la rispondenza di quanto autocertificato nella notifica, comprensiva della dichiarazione di possesso dei requisiti igienico sanitari previsti dal Regolamento (CE) n. 1069/2009 e dal Regolamento (UE) n. 142/2011.

Nel caso di false dichiarazioni, oltre alla eventuale adozione della sospensione dell’attività, le Aziende procedono alla denuncia ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Ultimo aggiornamento: 12/08/2020

Normativa

Ultimo aggiornamento: 12/08/2020