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SCIA - Comunicazione - Domanda - SCIA unica - SCIA condizionata

Modalità di attivazione dei procedimenti

I regimi amministrativi per avviare un’attività produttiva presso un SUAP sono la "segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)", la "comunicazione", oppure la "domanda" (di rilascio di autorizzazione, di concessione, etc).

La SCIA è il regime amministrativo più frequente:

  1. da sola:
  2. in abbinamento ad altre SCIA, oppure a comunicazioni, si parla di SCIA unica;
  3. in abbinamento a domande, si parla di SCIA condizionata.

Nei casi 2 e 3 si verifica una concentrazione di regimi amministrativi, prevista dalla tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

Concentrazione dei regimi amministrativi significa che l'Amministrazione pubblica chiede una volta sola.

Chi deve avviare l'attività produttiva deve tenerne conto:

  • nei casi 1) e 2) l'attività può essere avviata immediatamente a seguito dell'emissione della ricevuta telematica di consegna;
  • nel caso 3) l'attività potrà essere avviata solo dopo aver ottenuto l'atto di assenso dal SUAP.

 

 

Il procedimento automatizzato mediante S.C.I.A.

Con la SCIA l’interessato dichiara, sotto la propria la responsabilità, di possedere requisiti e presupposti per l’avvio immediato di una determinata attività. Non deve quindi presentare una domanda e aspettare una risposta, per iniziare un'attvità soggetta a SCIA; qualora ciò accadesse, il SUAP comunicherà al richiedente l'archiviazione della domanda e lo inviterà a presentare la SCIA.

La SCIA è quindi un regime semplificato di avvio di un'attività ed è regolata dall'art. 19 della Legge 07/08/1990, n. 241.

La SCIA, sostituisce «ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli stessi».

La SCIA viene corredata di attestazioni/asseverazioni rese da tecnici qualificati (incluse le dichiarazioni di conformità rese dalle Agenzie per le Imprese, se costituite), solo nel caso la normativa di settore che disciplina quella specifica attività le richieda.

La SCIA non comporta costi, ne' è soggetta ad imposta di bollo, tuttavia la regolamentazione comunale potrebbe prevedere oneri istruttori.

La SCIA redatta in modalità telematica viene presentata:

  1. al SUAP competente per territorio;
  2. alla CCIAA competente per territorio, insieme a COMUNICA, solo nel caso in cui l'avvio dell'attività sia contestuale agli altri adempimenti d'impresa (Agenzia Entrate, Registro Imprese, INAIL o INPS), nonché, per espressa disposizione della L.R. 17 giugno 2011, n. 7, qualora la SCIA afferisca ad attività di acconciatore, estetista, tatuaggio, piercing, tintolavanderia e panificazione.

Nel caso b) il registro delle imprese la trasmette immediatamente al SUAP.

L'attività può essere avviata immediatamente a seguito dell'emissione della ricevuta telematica di consegna.

La SCIA è soggetta a controlli sull'effettivo possesso dei requisiti e presupposti per l'avvio, nei tempi e modi previsti dall'art. 19 della Legge 07/08/1990, n. 241.

L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa. Qualora sia possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere, prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. In difetto di adozione delle misure da parte del privato, decorso il suddetto termine, l'attivita' si intende vietata.

Poichè la SCIA non è un provvedimento tacito direttamente impugnabile, i controinteressati possono sollecitare l'esercizio delle verifiche spettanti all'amministrazione e, in caso di inerzia, esperire esclusivamente l'azione di cui all'art. 31, commi 1, 2 e 3 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

Il procedimento mediante comunicazione

La comunicazione è un regime amministrativo non previsto dalla Legge 07/08/1990, n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (GU n.192 del 18-8-1990); la Legge 241/90 si limita infatti a disciplinare il regime della SCIA.

Tuttavia il regime della comunicazione è richiamato nella tabella A allegata al 25 novembre 2016, n. 222, recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”.

La comunicazione non comporta costi, ne' è soggetta ad imposta di bollo tuttavia la regolamentazione comunale potrebbe prevedere oneri istruttori.

La comunicazione redatta in modalità telematica viene presentata:

  1. al SUAP competente per territorio;
  2. alla CCIAA competente per territorio, insieme a COMUNICA, solo nel caso in cui l'avvio dell'attività sia contestuale agli altri adempimenti d'impresa (Agenzia Entrate, Registro Imprese, INAIL o INPS), nonché, per espressa disposizione della L.R. 17 giugno 2011, n. 7, qualora la SCIA afferisca ad attività di acconciatore, estetista, tatuaggio, piercing, tintolavanderia e panificazione.

Nel caso b) il registro delle imprese la trasmette immediatamente al SUAP.

L'attività può essere avviata immediatamente a seguito dell'emissione della ricevuta telematica di consegna.

La comunicazione non è, di regola, soggetta a controlli, salvo che contenga asseverazioni o attestazioni.

In pochi limitati casi la comunicazione si comporta come una "domanda", ad es., nel caso di vendita di prodotti alcolici assoggettati ad accisa.

Il procedimento ordinario mediante Domanda

La domanda redatta in modalità telematica viene presentata:

  1. al SUAP competente per territorio;
  2. alla CCIAA competente per territorio, insieme a COMUNICA, solo nel caso in cui l'avvio dell'attività sia contestuale agli altri adempimenti d'impresa (Agenzia Entrate, Registro Imprese, INAIL o INPS), nonché, per espressa disposizione della L.R. 17 giugno 2011, n. 7, qualora la SCIA afferisca ad attività di acconciatore, estetista, tatuaggio, piercing, tintolavanderia e panificazione.

Nel caso 2) il registro delle imprese la trasmette immediatamente al SUAP per l'avvio del procedimento unico, tipico del SUAP: il procedimento unico può essere composto da uno o anche più procedimenti singoli (detti endo-procedimenti o sub-procedimenti).

Il Suap fa da tramite e referente unico con le singole autorità/uffici competenti per il rilascio degli atti di competenza di ciascuno. Invia la domanda per via telematica all'ufficio competente e, nei casi previsti dalla legge, convoca la Conferenza dei servizi.

La Conferenza dei servizi è una modalità di prendere decisioni quando nella decisione sono coinvolti più enti. Dal 28 luglio 2016 la Conferenza dei servizi si svolge in due modalità.

  • La conferenza “semplificata”: In tutti i casi in cui è necessario prendere una decisione che riguarda più amministrazioni ci sarà la nuova conferenza di servizi semplice e veloce, con tempi certi. Niente più riunioni, ma solo l’invio dei documenti per via telematica. Si decide al massimo in 45 giorni (90 giorni quando sono coinvolte le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute dei cittadini).  Si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse nei tempi previsti (silenzio assenso).
  • La conferenza “simultanea” con la riunione: si terrà solo quando è strettamente necessaria: a) nel caso di decisioni di particolare complessità; b) quando nella conferenza semplificata si è verificato un dissenso o comunque sono state indicate condizioni (o richieste modifiche progettuali), che rendono necessaria una nuova valutazione da parte delle amministrazioni. Alla riunione della conferenza partecipa un solo rappresentante per le amministrazioni dello Stato, uno per ciascuna Regione e uno per ciascun Ente locale. La conferenza si conclude in 45 giorni (o 90 giorni nei casi di decisioni complesse in cui sono coinvolte le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute dei cittadini). Anche in questo caso si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse nel termine previsto.
Il SUAP inoltra al richiedente l'esito.

La domanda telematica è soggetta ad un’imposta di bollo forfetaria di 16,00 euro, introdotta dalla “Legge di Stabilità per l’anno 2014” (legge 27.12.2013, n. 147). L’importo è quindi fisso, a prescindere dalle dimensioni della domanda unica e da quanti sub-procedimenti sia formata.

Lo stesso importo fisso vale per il provvedimento unico che verrà rilasciato.

E' fatta salva la diversa regolamentazione comunale, che potrebbe prevedere oneri istruttori aggiuntivi rispetto alla marca da bollo.

L'attività non può essere avviata a seguito dell'emissione della ricevuta telematica di consegna, ma solo dopo aver ottenuto l'assenso scritto del SUAP oppure in caso di silenzio-assenso.

Avverso il diniego di autorizzazione è possibile esperire ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Il ricorso al TAR, ai sensi dell'art. 21 della L. n. 1034/1971, deve essere proposto entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione dell'atto impugnato o della sua effettiva conoscenza.

 

 

Ultimo aggiornamento: Tue Feb 20 19:36:49 CET 2018
Monica-Feletig