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Strutture ricettive gestite da enti ecclesiastici

L'esenzione Imu per gli enti non commerciali vale solo per attività ricettive gestite in forma non commerciale

11/02/2020  - 

Gli enti non commerciali sono esonerati dall'IMU solo se le attività che svolgono non hanno natura commerciale: devono mancare gli elementi tipici dell'economia di mercato (lucro soggettivo e libera concorrenza) e devono essere presenti le finalità di solidarietà sociale

Non può quindi essere riconosciuta l'esenzione a un fabbricato nel quale un ente religioso svolga un'attività «a dimensione imprenditoriale anche se non prevalente», essendo l'agevolazione prevista in via generale solo per gli immobili destinati direttamente all'esercizio del culto e «alla cura delle anime».

La Corte di cassazione, con l'ordinanza 22223 del 5 settembre 2019, ha così concluso che l'agevolazione non possa essere riconosciuta agli enti ecclesiastici che gestiscono attività ricettive religiose, ma che in realtà operano come strutture alberghiere (strutture ricettive a carattere sociale) con finalità commerciali.

Sono irrilevanti «..le finalità solidaristiche che connotano le attività ricettive religiose, essendo necessario verificare se l'attività ricettiva è rivolta ad un pubblico indifferenziato o, invece, a categorie predefinite e che il servizio non sia offerto per l'intero anno solare. Il fornitore di servizi è, inoltre, tenuto ad applicare tariffe di importo ridotto rispetto ai prezzi di mercato e la struttura non deve funzionare come un normale albergo».

 

Fonte:



Monica Feletig
Ultimo aggiornamento: 11/02/2020