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Oltre 150 software liberi per la Pubblica amministrazione

Continua a crescere il catalogo di Developers Italia, la community italiana degli sviluppatori di servizi pubblici digitali

17/11/2020  - 

Continua a crescere il catalogo di Developers Italia, la community italiana degli sviluppatori di servizi pubblici digitali.

A poco più di un anno dalla pubblicazione delle linee guida sull’acquisizione e riuso di software per la Pubblica amministrazione, il catalogo di Developers Italia continua a crescere. E’ stata infatti raggiunta l’importante soglia dei 159 software disponibili, certificando l’enorme potenziale del progetto.

Cos’è il catalogo di Developers Italia?

Developers Italia è la community dedicata allo sviluppo di software open source per i servizi pubblici italiani. E’ composta da tecnici della Pubblica amministrazione, fornitori, ma non solo, anche appassionati sviluppatori che a vario titolo intendono contribuire al progetto di miglioramento della PA. Il catalogo di Developers Italia consente alle amministrazioni di tutto il Paese di cercare facilmente tra software già esistenti, evitando così l’onere di dover progettare e sviluppare nuovi strumenti.

Grazie a questo modello collaborativo, i cittadini possono quindi beneficiare di servizi digitali già testati, più sicuri, integrati con le piattaforme abilitanti e più coerenti tra di loro. Vantaggi resi possibili dal fatto che tutti i software sono messi a disposizione con licenza open source, come previsto dall’art.69 del Codice dell’Amministrazione Digitale. Il libero riutilizzo da parte di altre pubbliche amministrazioni viene quindi incentivato e agevolato.

Il catalogo è realmente aperto a tutti: è infatti possibile proporre e utilizzare soluzioni progettate in contesti diversi dalla Pubblica amministrazione, ma di potenziale interesse per un ente pubblico italiano.

Perché è importante

Fino ad oggi sono ben 663 le amministrazioni presenti sul territorio nazionale che hanno utilizzato uno dei 159 software disponibili sul catalogo. Significa che in 663 occasioni la pubblica amministrazione ha agito in maniera più efficiente e rapida, evitando sprechi di risorse e di tempo. E ancora, sono 55 le amministrazioni che hanno dato il loro contributo, mettendo a disposizione almeno uno dei software presenti nel catalogo. Una vera e propria community che si rafforza grazie ad un lavoro di condivisione e progresso comune.

Dalla raccolta dati, alla gestione dei documenti, passando per applicativi di data collection e data analysis. Soluzioni che proprio per la loro eterogeneità, possono trovare applicazione in molti ambiti dall’alto interesse, sia per i cittadini che per le imprese. Se lo andiamo a vedere nel dettaglio infatti, scopriamo che le proposte contenute nel Catalogo vengono utilizzate nel campo del turismo, dell’ambiente, della cultura, della ricerca e tanto altro. Un patrimonio messo liberamente a disposizione, che mira a migliorare i servizi resi ai cittadini.

Qualche esempio pratico

Tra le numerose PA, che hanno contribuito al catalogo con le loro soluzioni, portiamo l’esempio del Cnr. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha seguito sin dall’inizio l’approccio previsto dal CAD e dalle linee guida, concependo i propri software proprio in questa ottica: utilizzando standard internazionali, secondo una logica cloud first e open source e interagendo da subito con le altre PA potenzialmente interessate. Ha reso disponibile SIGLA, per esempio, soluzione per la gestione di processi amministrativi e contabili, di previsione, e di rendicontazione già oggi adottati dall’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Altra soluzione di sicuro interesse per molti Enti è il “Nuovo Sistema Emergenze Protezione Civile” proposto dal Comune di Genova che ha inserito in catalogo un sistema informativo per la gestione delle emergenze. Si tratta di un applicativo web che permette la condivisione delle informazioni fra i vari soggetti sia interni al Comune che esterni (volontari di protezione civile, aziende municipalizzate, VVF, Regione, etc.) coinvolti a vario titolo nella gestione della situazione emergenziale e nella mitigazione del rischio. Questo nuovo sistema permette di avere in ogni istante un quadro preciso di quanto sta avvenendo sul territorio e pertanto di ottimizzare l’impiego delle risorse a disposizione.

Sono bene 336 gli enti che hanno deciso di adottare la soluzione PiTre proposta dalla Provincia Autonoma di Trento per la gestione documentale e il protocollo informatico. Tra questi tanti comuni, istituti scolastici, musei, e anche PA centrali come il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo. Questo software ha l’obiettivo di dematerializzare i documenti cartacei, velocizzare la ricerca delle informazioni, rendere flessibile e rapida la gestione documentale, garantendo sicurezza ed elevata integrazione.

Se vuoi scoprire di più sul catalogo, proporre una nuova soluzione open source oppure contribuire anche tu al lavoro della community, visita il sito dedicato.

 

Fonte:



Monica Feletig
Ultimo aggiornamento: 17/11/2020