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Airbnb e cedolare secca

Con la sentenza 2207/2019 il Tar del Lazio obbliga anche Airbnb a riscuotere la cedolare secca sulle locazioni di breve durata

21/02/2019  - 

Airbnb deve riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all'Agenzia delle Entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi.

Lo afferma il Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso presentato da Airbnb contro la c.d. tassa Airbnb, cioè la cedolare secca per le locazioni brevi di durata non superiore a trenta giorni, introdotta con decreto legge 50/2017. La norma prevede che le piattaforme online quali Airbnb e Booking trattengano direttamente dagli utenti il 21% di tasse dai compensi destinati agli host, cioè i proprietari delle strutture, da versare direttamente al fisco se il pagamento è gestito da "intermediari immobiliari" (agenzie e portali, quindi anche Airbnb), oppure al momento della dichiarazione dei redditi, se i contratti sono gestiti direttamente dagli host.

Airbnb, che si è sempre rifiutata di raccogliere le imposte e trasmettere i dati degli host all'Agenzia delle Entrate, per consentirle - incrociando i dati - di dare la caccia ai possibili evasori, ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato.



Monica Feletig
Ultimo aggiornamento: 21/02/2019